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Per il 50% sui mobili una chance in più a 750mila contribuenti

Ottenere il bonus fiscale sugli arredi sarà più facile, dopo le aperture dettate la scorsa settimana dall’agenzia delle Entrate. Tanto che la platea degli interessati può essere stimata in almeno 745mila contribuenti: un numero di tutto rispetto, soprattutto se confrontato con le poche decine di migliaia di proprietari che hanno sfruttato il bonus nella vecchia versione del 2009.

I chiarimenti della circolare 29/E/2013, però, sono arrivati a più di tre mesi dall’entrata in vigore della detrazione, che si applica dal 6 giugno al 31 dicembre di quest’anno. Metà del tempo disponibile, quindi, se n’è già andato. E chi sta pensando di cambiare il salotto di casa o di acquistare una nuova lavatrice farà bene a valutare in fretta se ha le carte in regola per incassare il bonus.

La detrazione fiscale è pari al 50%, si applica su una spesa massima di 10mila euro e va divisa in dieci rate annuali. Lo sconto annuo dall’Irpef lorda, quindi, può arrivare fino a 500 euro.

Il principio-base è lo stesso dell’agevolazione sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici prevista quattro anni fa: la detrazione è abbinata a quella sul recupero edilizio, e spetta solo a chi beneficia anche del 50% sulle ristrutturazioni. Non è necessario, però, che i lavori siano “nuovi”. Anzi, le Entrate aprono le porte del bonus sugli arredi a tutti coloro che hanno sostenuto spese agevolate al 50% del 26 giugno 2012 – data di debutto della detrazione edilizia in versione extra large – fino al 31 dicembre di quest’anno. Ad esempio, anche chi ha rifatto il bagno nell’autunno dell’anno scorso potrebbe decidere di comprare una nuova cameretta nelle prossime settimane. L’importante è che gli arredi siano destinati allo stesso immobile oggetto dei lavori e che non siano pagati prima dell’inizio dell’intervento.

L’apertura sul calendario è rilevante, dal momento che secondo il Cresme nel 2012 sono state eseguite 481mila ristrutturazioni agevolate. Escludendo i lavori pagati prima dell’introduzione del 50%, e conteggiando anche quelli di quest’anno, si può arrivare alla stima di 745mila potenziali beneficiari.

L’altra concessione delle Entrate riguarda i metodi di pagamento. Oltre che con il bonifico “parlante” – identico a quello per la detrazione sul recupero edilizio e con la stessa causale – i mobili e i grandi elettrodomestici possono essere pagati anche con carte di credito e bancomat. Una bella semplificazione, soprattutto perché evita di doversi presentare una seconda volta in negozio per ritirare la merce o di dover pagare tutto in anticipo rispetto alla consegna.

La circolare 29/E si spinge più avanti del comunicato stampa diffuso il 4 luglio dalla stessa Agenzia, con il quale – in attesa della legge di conversione del Dl 63/2013 – si chiedeva di pagare gli arredi con bonifico parlante. Ora potrebbe porsi il dubbio sul trattamento riservato a chi ha pagato con carta di credito o bancomat fino al 17 settembre scorso (il 18, infatti, è arrivata la circolare): ma lo spirito dell’incentivo, che punta a sostenere un settore duramente colpito dalla crisi, dovrebbe indurre l’Agenzia ad adottare la tesi più favorevole al contribuente.

La maggiore flessibilità dei pagamenti potrebbe incentivare gli acquisti, soprattutto quelli di minore importo. Inoltre, potrebbe aumentare anche il ricorso ai finanziamenti, su cui peraltro alcuni operatori rilevano già un effetto iniziale. Secondo un comunicato diffuso da Webmobili, le prime analisi effettuate da Agos Ducato dimostrano che l’incentivo aumenta il valore dello scontrino: l’importo dei finanziamenti richiesti per acquisti che sfuttano il bonus è di 7mila euro, contro una media nell’ordine del 3.500-4mila euro.

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