Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Per i pagamenti il limite sono i 60 giorni

Pagamenti entro 60 giorni a co.co.co. e partite Iva (non imprese). Una clausola che stabilisse un termine superiore sarebbe, infatti, abusiva e quindi priva di effetto. Lo stabilisce, tra l’altro, il ddl sulle tutele per il lavoro autonomo non imprenditoriale e sul lavoro agile che nei prossimi giorni sarà al vaglio del Consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 27 ottobre 2015)

Le clausole abusive – Il provvedimento introduce una serie di novità ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro V del codice civile: dalle collaborazioni coordinate e continuative alle partite Iva, passando per il lavoro autonomo occasionale (esclusi i voucher). L’art. 3 disciplina le cosiddette «clausole e condotte abusive» stabilendo che si considerano tali, e come tali prive di effetto, le clausole che attribuiscono una posizione preminente al committente (la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto a prestazioni continuative, di recedervi senza congruo preavviso) e quelle mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data di ricevimento, da parte del committente, della fattura (partite Iva) o della richiesta di pagamento (co.co.co. e lavoro autonomo occasionale).

Contratto scritto – Sempre l’art. 3, comma 2, stabilisce, inoltre, che si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta. La conseguenza è, dunque, quella di stabilire l’obbligo della forma scritta per tutti i contratti di lavoro autonomo, a prescindere dalla durata degli stessi. La norma inciderà particolarmente sulle co.co.co. alle quali, dal 1° gennaio 2016, è stata estesa la stessa disciplina (tutele) prevista per i lavoratori dipendenti nel caso in cui siano fissati dal committente i tempi e luogo di lavoro. Con la forma scritta del contratto, questi elementi saranno dichiarati all’inizio dalle parti (committente e collaboratore) con la naturale conseguenza circa la disciplina del rapporto di lavoro: tutele del lavoro dipendente se tempi e luogo di lavoro sono decisi dal committente, tutele del lavoro parasubordinato negli altri casi. Risarcimento del danno – Infine, l’art. 3 stabilisce che per la presenza di clausole abusive il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno da parte del committente.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa