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Per i dissesti aziendali gli studi si preparano con team multidisciplinari

Il modello è quello dell’one stop shop, lo scenario è invece quello di un settembre caldissimo: numerosi studi legali in questi mesi hanno implementato o dato il via a team multidisciplinari per aiutare a gestire e risolvere le crisi d’impresa, per l’ambito fallimentare e per le operazioni di turn around e restructuring così da prestare assistenza a istituti di credito, fondi, imprese e operatori del settore.

Con l’esaurirsi dei sostegni governativi che hanno tenuto in piedi anche le aziende più in difficoltà e con il termine della sospensione dell’attività di riscossione da parte del Fisco, gli esperti ritengono che ci sarà un boom di richieste di assistenza legale per evitare dolorosi fallimenti o superare i momenti di tensione. In quest’ottica è stata massiccia la riorganizzazione di La Scala, che calcola di veder impegnato su questo fronte il 25% dello studio nei prossimi mesi. «Avremo centinaia di migliaia di crisi – commenta Giuseppe La Scala, senior partner dello studio – che coinvolgeranno anche le imprese medio piccole. Si passerà dalle singole crisi a un’attività massiva». Con questo scenario, La Scala ha dato vita a un team multidisciplinare con 12 soci dai vari settori e un totale di circa 40 avvocati.

Nuovi ingressi invece per lo studio Grimaldi, che ha costituito un team integrato per l’assistenza globale alla crisi d’impresa con l’arrivo del nuovo equity partner, Alberto Tron, dottore commercialista e incaricato di finanza aziendale all’Università Bocconi. Al suo fianco come of counsel Paola Rossi, avvocato e ordinaria di diritto tributario presso l’Università di Benevento, nonché Massimiliano Montalbano, Antonino Virga, Oriana Inserra, Anna Flagiello e Federico Colantoni, dottori commercialisti e revisori legali, tutti con una consolidata esperienza in soluzioni negoziali della crisi di impresa, predisposizione di piani industriali e finanziari, valutazione del capitale economico di aziende.

Conta di fare sistema con la propria piattaforma internazionale di sostegno alle imprese in crisi lo studio Norton Rose Fulbright. «Al suo interno collaborano avvocati di vari Paesi – spiega Tiziana Del Prete, partner dello studio e specializzata in corporate e M&A – con una specializzazione in diritto fallimentare e in salvataggi di imprese in crisi. Questo fa sì che si attui un intenso scambio culturale e tecnico che consente di trovare soluzioni non solo per le imprese in crisi ma anche a sostegno dei creditori come banche o compagnie di assicurazioni».

La crisi di impresa, infatti, si riflette anche sugli istituti di credito: questo ha indotto nei mesi scorsi lo studio Zitiello Associati, che tradizionalmente presta assistenza a banche e intermediari finanziari, ad aprire un dipartimento dedicato al fallimentare con l’ingresso come of counsel di due avvocati: Fabrizio Di Marzio e Eugenio Bissocoli. «Si tratta di consulenze impegnative – commenta Di Marzio – perché il fallimento è dietro l’angolo. Svolgeremo un ruolo di mediazione trasportando gli interessi della banca che guarda alla salvezza delle imprese».

C’è chi il dipartimento di crisi d’impresa l’aveva già aperto nel 2019 come lo studio Villa Roveda e associati, ma adesso ha deciso di rafforzarlo con l’ingresso di Mario Petrocelli, commercialista e revisore legale. «Le previsioni sono che da settembre, quando finiranno i blocchi sulla riscossione e gli accertamenti, molte aziende si troveranno in difficoltà – spiega Emiliano Villa, managing partner dello studio – e per evitare il fallimento sarà necessario intervenire con procedure paraconcorsuali con tutti gli strumenti a disposizione».

L’attenzione deve essere tutta rivolta alla ristrutturazione del debito e alle posizioni tributarie compromesse secondo lo studio legale Tamagnone Di Marco. «Molte piccole e medie imprese risentiranno della ripresa delle notifiche da parte dell’agenzia delle Entrate – afferma Edoardo Tamagnone, partner dello studio – dopo la sospensione di quest’ultimo anno e mezzo. In molti casi si trattava di posizioni già compromesse e la pandemia ha aggravato il debito. Ci siamo attrezzati con un team multidisciplinare che possa dedicarsi all’analisi del debito e al contempo proporre operazioni di corporate finance».

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