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Per i bonus al solare scatta l’iscrizione al registro impianti

di Matteo Falcione e Mileto Giuliani

Il limite di costo massimo delle incentivazioni agli impianti fotovoltaici introdotto dal Dlgs 28/2011 e definito dal Dm 5 maggio 2011 ha portato all'introduzione di un meccanismo ibrido di ammissione al conto energia. Per gli impianti che entreranno in esercizio dal 1° settembre 2011, infatti, l'accesso agli incentivi è subordinato alla preventiva iscrizione in un registro tenuto dal Gse, anche se il quantum dell'incentivo unitario effettivamente spettante a un impianto rimane correlato al successivo momento dell'entrata in esercizio. Le pressioni per una definizione rapida del Dm 5 maggio 2011 e la complessità del meccanismo di controllo dei costi hanno però reso particolarmente complessa la redazione delle nuove regole e la loro applicazione.

Alcune lacune normative riscontrate nel testo del Dm 5 maggio 2011 hanno spinto il Gse a includere norme integrative del Dm nelle delle regole tecniche per l'iscrizione al registro, che hanno un portato innovativo su questioni anche rilevanti (di cui sono esempio i punti da 1 a 3 nella s).

Il Gse ha già comunicato che entro giugno emanerà una seconda edizione delle regole tecniche contenenti risposte ai punti aperti. La riedizione delle regole tecniche, però, rischia di cadere troppo a ridosso della scadenza per le domande al registro e troppo tardi per permettere di prendere decisioni di investimento relative a impianti che si dovrebbero connettere entro il 31 agosto (ossia la data ultima per evitare l'assoggettamento agli stringenti limiti di costo degli incentivi).

La prima esperienza di operatori, associazioni di categoria, investitori e istituti finanziari ha enucleato una serie di problemi operativi, che sono riportati nel grafico a destra. Per ognuno di essi è prospettata una possibile soluzione, basata sul combinato portato normativo del Dm 5 maggio 2011 e delle regole tecniche e su una interpretazione sistematica degli stessi, anche nell'ottica di fornire una strategia di condotta prudenziale agli operatori.

Sarà tuttavia il Gse ad avere la parola finale in merito ai punti aperti, salvo contenziosi. E il tema dei contenziosi è molto attuale, perché il titolare degli impianti che il Gse escluderà dal registro potrà impugnare al Tar l'esclusione. Al momento, non è difficile prevedere che i ricorrenti avranno gioco facile a vincere i ricorsi se il Gse fallirà nel motivare adeguatamente l'esclusione: la motivazione, infatti, è necessaria, perché il requisito motivazionale è escluso solo per gli atti amministrativi generali, mentre il registro è un atto amministrativo plurimo, ossia un fascio di atti amministrativi individuali (ammissione o esclusione per ciascuna domanda individualmente considerata). Per ogni esclusione, quindi, dovrà esserci una motivazione ben strutturata, ma riesce oggettivamente difficile pensare a un portato motivazionale solido se ancora oggi – a ridosso della scadenza del 30 giugno – non vi è chiarezza sulle regole tecniche per l'ammissione al registro.

Inoltre, bisogna rilevare che un aggiornamento delle regole tecniche del Gse durante il periodo di presentazione delle domande di iscrizione (dal 20 maggio al 30 giugno) potrebbe generare di per se stesso ulteriore contenzioso, perché potrebbe apparire come una ammissione della poca chiarezza delle regole a "gara aperta". Basta ricordare che l'ultimo criterio previsto per la redazione della graduatoria del registro è quello per cui, a parità di stato di avanzamento del progetto (nell'ordine: in esercizio, costruito e autorizzato) e di potenza, entra nel registro l'impianto che prima ha completato l'istanza. Si potrebbe facilmente immaginare che l'impianto escluso in base alla regola del first-come-first-served potrà contestare l'esclusione argomentando che non aveva perfezionato la sua domanda in attesa che il Gse facesse chiarezza.

 

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