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Per i beni ai soci si studia il rinvio della comunicazione

Proroga in vista per la comunicazione dei beni concessi in utilizzo ai soci. Entro il prossimo 2 aprile le imprese sono chiamate a trasmettere all’amministrazione finanziaria l’elenco dei beni affidati in godimento a soci e familiari. Questo adempimento dovrà riguardare, non solo il 2011, anno di prima applicazione della norma (articolo 2 del Dl 138, entrato in vigore 17 settembre 2011) ma anche il 2012.
I problemi applicativi e la sovrapposizione con altri adempimenti, tuttavia, in questi mesi hanno suscitato le critiche degli operatori che hanno chiesto una revisione della disciplina.
Revisione su cui ora starebbe ragionando l’agenzia delle Entrate, anche nell’ambito del più ampio tavolo delle semplificazioni. E che si accompagnerebbe, appunto, a uno slittamento della scadenza del 2 aprile (il 31 marzo, termine originario, cade nella domenica di Pasqua). Sulla data del possibile rinvio si stanno valutando diverse ipotesi. Una soluzione potrebbe essere il 30 settembre 2013. Soprattutto se dovesse passare l’idea, espressa più volte dal direttore dell’agenzia delle Entrare, Attilio Befera, di inserire, nell’ottica di alleggerire il sistema tributario, una serie di oneri direttamente in dichiarazione (Unico persone fisiche, società di persone e società di capitali si consegnano entro il 30 settembre).
I modelli 2013 sono già formalizzati, ma se la comunicazione dei beni ai soci dovesse essere inclusa in quelli 2014 a regime l’adempimento avrebbe come termine “naturale” il 30 settembre. Potrebbe essere utile, perciò, allineare già le scadenze e prevedere la scadenza per la comunicazione dei beni relativi al 2011 e al 2012 entro il 30 settembre 2013.
Nelle scorse settimane le categorie avevano sollecitato, in ogni caso, modifiche alle regole delle comunicazioni, anche alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia con le circolari n. 24 e 36 del 2012. Per le categorie, in effetti, la comunicazione dei beni dati in uso ai soci o familiari, così come definita dal provvedimento del Direttore del 16 novembre 2011, non tiene conto appieno degli indirizzi espressi successivamente dall’amministrazione finanziaria.
Dagli operatori è arrivata, per esempio, la proposta di valutare la possibilità di escludere dall’obbligo le situazioni in cui non si riscontri materia imponibile in capo agli utilizzatori oppure non vi siano ipotesi di costi indeducibili in capo al concedente. Questo potrebbe permettere all’imprenditore individuale che utilizza il veicolo aziendale anche per propri fini personali di non effettuare alcuna comunicazione nel caso in cui i costi indeducibili siano superiori al fringe benefit a lui imputabile.
Nell’attuale tracciato telematico, poi, è previsto un codice per individuare la “comunicazione negativa”, qualora l’impresa non abbia concesso beni in uso. Si crea, in altri termini, un adempimento anche a carico di chi non ha nulla da dichiarare che sarebbe meglio eliminare.
La proroga servirebbe anche per rivedere e implementare i software legati all’adempimento, considerato anche che Sogei deve modificare il programma messo a disposizione degli intermediari.

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