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Per Goldman Sachs profitti da record grazie al trading

Goldman Sachs, la società di Wall Street per eccellenza, cavalca la ripresa del trading e supera di slancio le attese di bilancio, riportando per il terzo trimestre dell’anno aumenti dei profitti del 48% a 2,24 miliardi di dollari, pari a 4,57 dollari di utili per azione. Le entrate sono aumentate per la prima volta da oltre un anno a questa parte, lievitando del 25% a 8,39 miliardi. Gli analisti avevano anticipato utili per azione pari a 3,21 dollari e revenue di 7,85 miliardi.
La divisione di trading nel reddito fisso, nelle valute e nelle commodities – la cosiddetta «Ficc» che rimane la più grande della banca pari a oltre un quarto delle entrate – ha messo a segno un incremento delle revenues pari al 74% a 2,17 miliardi. Una performance che ha di gran lunga battuto quella delle grandi rivali, che finora hanno riportato risultati pur ritenuti robusti proprio grazie alla riscossa delle attività di trading in un clima di maggior volatilità sui mercati nei mesi scorsi. Bank of America ha archiviato un aumento delle revenue nella Ficc pari all’11%, JP Morgan un incremento del 2,1% e Citigroup pari al 5 per cento. Morgan Stanley riporterà oggi la sua trimestrale, ma difficilmente potrà far meglio di Goldman su questo fronte, dove di recente ha ridimensionato attività e rischi.
Le sfide non sono però alle spalle per Goldman come per le altre banche. Le recenti forti tensioni in Borsa, scatenate da rinnovati timori sulla frenata dell’economia globale, hanno tenuto ieri in scacco il titolo, che dopo l’annuncio della trimestrale ha ceduto oltre l’1 per cento.
I vertici della banca hanno sottolineato la forza mostrata da Goldman: «La combinazione di miglioramenti nelle condizioni economiche negli Stati Uniti e di un forte marchio globale continua a trainare l’attività dei clienti nell’ambito delle nostre operazioni», ha detto l’amministratore delegato e presidente Lloyd Blankfein.
In un riconoscimento della nuova incerta e difficile fase che sembra essersi aperta sui mercati, tuttavia, lo stesso Blankfein ha parlato di possibili «rapidi cambiamenti nel clima e nelle condizioni» pur indicando che Goldman è a suo avviso attrezzata ad affrontare l’eventualità. «I clienti mostrano di voler perseguire i loro piani strategici di crescita».
La dipendenza dalle attività di trading, inoltre, solleva interrogativi sulla sostenibilità della performance vista la loro intrinseca imprevedibilità e le più severe regolamentazioni imposte dalle riforme finanziarie. Soprattutto se contributi altrettanto forti non arriveranno da segmenti considerati invece più stabili quali l’investment banking o la gestione di asset. Le entrate da investment banking di Goldman, sostenute da consulenze sui merger (+40%) e sottoscrizione azionaria (+54%), sono complessivamente lievitate del 26% dall’anno scorso a 1,46 miliardi; la cifra ha però rappresentato una flessione del 18% rispetto al secondo trimestre.

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