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Per gli studi la chance fondi

Il professionista può finanziare la propria attività con i fondi europei . Un anno fa la Commissione europea, all’interno dell’Action Plan for Entrepreneurship 2020, aveva già espressamente equiparato liberi professionisti e Pmi, confermando così anche ai primi la possibilità di accedere alle risorse finanziarie europee: un giro d’affari di quasi 600 miliardi che coinvolge 11 milioni di persone e circa 4 milioni di imprese di liberi professionisti. Sul piano nazionale la questione è però ancora in evoluzione: in attesa che venga risolta, vale la pena soffermarsi sulle opportunità che oggi sono già alla portata dei professionisti e che rappresentanto un sostegno concreto alle loro attività.
Gli strumenti
E quindi innanzitutto l’accesso al credito tramite i programmi tematici, gli intermediari finanziari riconosciuti dal gruppo Bei (Banca europea degli investimenti), i finanziamenti indiretti (fondi strutturali e di investimento-Esif), i fondi di garanzia e per il mediocredito, anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari di supporto come il Fondo Ue Jeremie gestito da Bei; ma anche il supporto alla internazionalizzazione grazie alla rete «Enterprise Europe Network» che ha l’obiettivo di accrescere la partecipazione delle imprese e dei professionisti alle decisioni della Ue e che consente di sfruttare le opportunità legate al programma Cosme .
C’è poi la formazione all’imprenditorialità a valere sulle nuove risorse del Fse (Fondo sociale europeo) e nel contesto del programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (Easi) con l’adozione dello strumento per il microcredito Progress Microfinance, anche tramite una piattaforma in grado di mettere in contatto università, professionisti e imprese.
Il «nodo» del credito
Il tema prioritario è un più agevole accesso al credito: si va dal microcredito, ai veri e propri canali di finanziamento, per approdare alle misure finanziate per la formazione, anche tramite il Fse ed Easi. L’Ue intensificherà sicuramente il suo intervento su questi temi avvalendosi della collaborazione degli intermediari della Bei, con un più ampio ricorso ai fondi strutturali e di investimento (Esif), in particolare al Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) per garantire prestiti a condizioni agevolate ai professionisti, anche tramite organismi di garanzia fidi.
Il ruolo delle Casse
In questo settore sono allo studio sistemi di ingegneria finanziaria dove Casse professionali e Consorzi fidi possono accreditarsi come intermediari finanziari per garantire i finanziamenti degli iscritti attingendo ai fondi europei. E così le Casse diversificherebbero la propria attività allargando il proprio focus operativo dalla previdenza a tutta la vita professionale dell’iscritto, con interventi in sede di richieste di finanziamento, concessione di garanzie e attuazione delle misure di intervento. Di recente sono state poi pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 279/2014 le nuove regole in materia di microcredito, in vigore dal 16 dicembre scorso e stabilite con il decreto n. 176 del 17 ottobre 2014, a sostegno di lavoratori autonomi e microimprese che disciplinano l’accesso delle professioni e che prevedono anche un sostegno alla formazione. Dal raggio di azione della norma sono esclusi però i lavoratori autonomi o imprese titolari di partita Iva da più di cinque anni e quelli con un numero di dipendenti superiore alle 5 unità.
Le opportunità dal territorio
Da diversi anni inoltre, numerose Regioni hanno istituito fondi per il microcredito regionale destinato al sostegno e alla crescita delle professioni (si veda scheda in pagina). Anche in maniera complementare con gli strumenti finanziari come il fondo Jeremie hanno avviato progetti rivolti ai liberi professionisti nella fase di inserimento nel mercato del lavoro, di avvio e sostegno dell’attività. Nel caso della Toscana si è fatto un passo ulteriore: la Regione ha avviato il Fondo regionale di garanzia per giovani professionisti (Lr n. 73 del 2008) con risorse finalizzate a sostenere l’accesso e l’esercizio delle attività professionali dei giovani professionisti di età non superiore a 40 anni e praticanti under 30. Su scala nazionale del resto il Fondo di garanzia per le Pmi è reso accessibile anche ai professionisti iscritti agli ordini professionali.
I Confidi
Un ulteriore strumento è quello dei Confidi, consorzi ai quali è possibile rivolgersi per richiedere una garanzia per l’accesso al canale bancario. Con la modifica della legge quadro sui Confidi (n. 326 del 24 novembre 2003) anche i liberi professionisti possono costituire propri Confidi. Sono quindi sorti, in questi ultimi anni, due Confidi interregionali promossi da Confprofessioni, Fidiprof Nord e Fidiprof CentroSud i quali, attraverso il proprio patrimonio, garantiscono finanziamenti a favore dei professionisti associati in convenzione con gli istituti di credito, a condizioni competitive rispetto a quelle di mercato.

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