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Per «Gerico» rinvio senza penalità

Dietrofront delle Entrate sui termini di pagamento, senza maggiorazione dello 0,4% dei versamenti fiscali dovuti in seguito alla compilazione degli studi di settore, procrastinati dal 9 luglio al 20 agosto.
L’iniziativa – presa dall’Agenzia nel tardo pomeriggio di ieri – si è resa necessaria dopo le proteste congiunte di professionisti e imprese per i tempi strettissimi intercorsi tra il rilascio del software di calcolo, avvenuto il 18 giugno scorso, e la data di scadenza di lunedì 9 luglio per il primo versamento senza sanzioni. Con la duplice e ulteriore aggravante della predisposizione nello stesso arco temporale di due ulteriori versioni aggiornate del programma, l’ultima delle quali in data 5 luglio, nonché della mancanza di una circolare esplicativa sulle modifiche apportate agli studi di settore applicabili per il 2011.
La proroga riguarderà i contribuenti interessati dalla variazione dei ricavi di congruità a seguito del varo della versione 1.0.2 di Gerico dello scorso 5 luglio. Questo l’effetto della necessaria correzione di alcuni malfunzionamenti del software che, senza che nulla fosse esplicitamente segnalato nell’informativa che accompagnava il varo del prodotto evoluto sul sito delle Entrate, si sono rese necessarie dopo le segnalazioni degli utenti. Si replica, dunque, la situazione già verificatasi nel 2010, esponendo gli addetti ai lavori ad un puntiglioso lavoro di controllo e verifica. Va rilevato, infatti, che non si tratta di una proroga generalizzata ma di un beneficio di natura selettiva concesso solo a coloro che si fossero confrontati con un cambio in corsa del risultato del calcolo.
Ciò costringe a testare nuovamente anche le posizioni già chiuse, per le quali sono state versate, entro lo scorso 9 luglio, le imposte commisurate alla versione ormai superata. Così potrebbe anche accadere che qualcuno risultasse congruo e oggi non lo sia più, o che la congruità sia quantificata con un maggior prezzo da pagare (sia pure senza maggiorazioni).
La giustificazione dell’impasse offerta dall’Entrate sta nella tardiva pubblicazione del decreto sulla revisione congiunturale degli studi, nonostante le notizie informali dessero il provvedimento già pronto da tempo, ma in attesa solo della firma per l’ufficializzazione.
Come anticipato, forti sono state nei giorni scorse le proteste di imprenditori e professionisti per i ritardi nella messa a disposizione di Gerico 2012.
A partire dai commercialisti, che avevano ribadito la necessità di ripensare le modalità di fissazioni delle scadenze fiscali, agganciandole a criteri di operatività effettiva. «È dal 6 febbraio 2009 che come Consiglio nazionale ci siamo fatti portatori della richiesta di una modifica normativa che metta la parola fine alle concessioni di proroghe – precisa il presidente nazionale, Claudio Siciliotti –. Un problema facilmente risolvibile rimodulando le scadenze fiscali in funzione di un arco temporale legato alla messa a disposizione della modulistica e dei software necessari per operare concretamente». I commercialisti pensano ad un termine di 30 giorni (ma meglio se di 60) che sarebbe logico e coerente con i principi dello Statuto del contribuente.
«Darci solo quattro giorni di tempo per provvedere agli studi di settore – aveva rimarcato, poi, il presidente nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone – non si può dire che ci permetta di operare secondo i principi statutari. Un termine di tempo così esiguo sembra, anzi, un invito implicito a scegliere la strada del versamento ritardato».
Sul fronte imprenditoriale Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia, cartina al tornasole dei (mal)umori di artigiani e commercianti, aveva a sua volta evidenziato come «questo clima di incertezza e il limitato tempo a disposizione per assumere le decisioni rischia, in molti casi, di incidere negativamente sulla compliance aziendale».

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