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Per Bpm conti migliori delle attese

Da una parte continuano a calare i costi. Dall’altra aumentano le commissioni legate ai servizi e soprattutto incide positivamente la plusvalenza della cessione di parte della quota detenuta in Anima. L’effetto finale è che nei primi nove mesi dell’anno Banca Popolare di Milano mette al sicuro un utile di 219,3 milioni di euro, un dato in rialzo del 63,2% rispetto al settembre 2013.
Sotto la guida di Giuseppe Castagna la banca di Piazza Meda conferma così la buona performance reddituale avviata dall’inizio dell’anno e segna un utile del terzo trimestre, pari a 28 milioni, superiore alle stime che oscillavano tra i 18 e i 23 milioni. La redditività si mostra così «in linea con gli obiettivi del piano nonostante lo scenario macroeconomico peggiore delle previsioni», come si legge in una nota del gruppo. Un trend, quello del peggioramento del contesto economico, evidenziato dall’andamento dalla crescita delle attività deteriorate lorde, che a settembre si attestano a 5.751 milioni, in rialzo dell’8,9% rispetto a fine 2013. Salgono in particolare le sofferenze (+13,8% su dicembre 2013), in aumento di 350 milioni, che però nel terzo trimestre segnano una decelerazione della crescita (+3,3%) rispetto al primo trimestre 2014 (+6,6%). Nel complesso nel terzo trimestre i deteriorati lordi evidenziano un rallentamento della crescita (+1% trimestre su trimestre) sia rispetto al secondo trimestre (+1,9%) che rispetto al primo (+5,8%).
L’esame dell’Aqr, e in particolare la Credit file review, ha messo in evidenza un adeguato livello di accantonamenti, con una richiesta di rettifiche supplementari per soli 40 punti base. A settembre le rettifiche nette si attestano a 287 milioni, in crescita di 26 milioni rispetto ai primi nove mesi 2013.
Tornando al tema della redditività, la banca milanese ha registrato proventi operativi in calo del 5,4% a 1,2 miliardi, con margine di interesse a 602,2 milioni, in frenata del 4,6%. Nel contempo però gli oneri operativi evidenziano una discesa del 2,6% rispetto ai primi nove mesi del 2013, con una significativa riduzione delle spese amministrative (-7,5% anno su anno) e delle spese per personale (-1,3%). Il cost/income si posiziona al 59,4%.
Sul buon risultato dell’utile come detto ha inciso in maniera forte la plusvalenza di 104 milioni (contabilizzata nel secondo trimestre) relativa alla cessione di parte della quota detenuta in Anima. A questo si aggiunge una crescita dell’1,2% delle commissioni nette, a 407 milioni, legate soprattutto ai servizi di gestione e consulenza. Nel complesso i ricavi da servizi scendono a 608 milioni, in calo del 6,3% su settembre 2013.
Il margine di interesse, infine, si fissa a 602 milioni, in calo dell’1,3% su basi omogenee. «La dinamica del margine di interesse – si legge in una nota – pur in presenza di un aumento della pressione competitiva e di una presumibile contrazione dei tassi sugli impieghi, potrà beneficiare di un aumento dei volumi di credito erogato e di una ulteriore riduzione dei tassi medi sulla raccolta».

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