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Pensioni, trattativa sulla copertura

di Marco Rogari

La partita sul salvagente previdenziale per i lavoratori «esodati» e «precoci» non si è ancora chiusa. I nodi delle coperture e della definizione della platea dei soggetti da esentare dalla nuove regole pensionistiche targate Fornero-Monti non sono stati ancora sciolti e rischiano di cambiare alcune delle carte in tavola. Il Governo ha infatti annunciato di essere intenzionato a riformulare gli emendamenti al "milleproroghe" presentati nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera dai due relatori del provvedimento, Gianclaudio Bressa (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl). L'obiettivo dell'esecutivo sarebbe quello di restringere la platea dei beneficiari soprattutto per quel che riguarda la scuola, ma i partiti, Pd in testa, non sembrano troppo disposti a digerire questa soluzione.
Tra le ipotesi sul tappeto per garantire la "sostenibilità" dei ritocchi su esodati e precoci c'è un innalzamento del contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro. In ogni caso l'intricata matassa della copertura ha già prodotto un primo stop: il via libera, in sede referente, delle due commissioni al testo, previsto per ieri sera, è slittato a questa mattina.
Un rinvio inevitabile deciso alla fine di una lunga giornata, con poche votazioni a singhiozzo, trascorsa in attesa della copertura per gli emendamenti sulle pensioni. Ma il Tesoro non ha sciolto il nodo. La soluzione dovrebbe arrivare questa mattina, seguita dall'ok al testo che lunedì approderà in Aula a Montecitorio. La proposta dei relatori sui lavoratori «esodati» prevede che coloro che accettando incentivi economici dall'azienda in crisi si sono licenziati con la prospettiva di andare in pensione entro i successivi due anni, e che con le nuove norme hanno visto svanire questa possibilità, possano invece accedere al trattamento pensionistico. Invece, per i «precoci», cioè coloro che decidono di andare in pensione con 42 anni e un mese di anzianità contributiva senza aver compiuto i 62 anni d'età (41 e un mese per le donne), i relatori chiedono di eliminare le penalizzazioni. Emendamenti giudicati «insufficienti» dalla Cgil soprattutto sul fronte «precoci» a causa dell'esclusione tra la contribuzione figurativa da computare dei periodi per mobilità e Cig.
In attesa di pronunciarsi sul capitolo pensioni, le Commissioni hanno comunque approvato un ristretto pacchetto di emendamenti. A cominciare dalla proroga al 30 giugno 2012 dell'entrata in vigore del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) e dallo slittamento di nove mesi del termine per l'accorpamento dei Comuni sotto i mille abitanti e la costituzione dell'Unione dei Comuni. Confermato anche il rinvio alla fine del 2013 della stretta sulle scuole comunali proposto dai relatori: Comuni e province, quindi, avranno più tempo a disposizione per assumere personale educativo e scolastico con contratti a tempo determinato o con collaborazioni. Disco verde anche alla proroga al 2012 dell'accordo tra Abi e piccole imprese in difficoltà. Tra gli altri correttivi approvati, la proroga al 2015 della legge per il «rientro dei cervelli», gli sgravi per l'editoria anche per le associazioni "no profit", una proroga per i fondi in favore dei transfrontalieri. Quanto ai nodi ancora da sciogliere, oltre alle pensioni c'è quello della proroga per i fondi al settore ippico.

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