Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Pensioni e tagli, ecco la manovra Padoan: misure per 24,5 miliardi

Il governo conferma la previsione di una crescita dell’1% nel 2017, ma la partita con l’Ufficio di Bilancio che deve approvare il quadro economico in cui si cala la manovra delineata dalla Nota di aggiornamento al Def del 20 settembre, ed ancorata a un deficit del 2%, non è ancora chiusa. L’Ufficio fa sapere che la validazione è possibile se i numeri cambieranno, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, conferma questa possibilità. «La composizione della manovra e quindi alcuni suoi effetti — ha detto il ministro ieri sera in Parlamento — sono ancora passibili di variazione» visto che il Documento di Bilancio sarà approvato solo sabato, e nel frattempo il governo chiederà al Parlamento di spingere il deficit del 2017 un po’ più su, fino al 2,4%.

La maggior spesa pubblica dovrebbe beneficiare la crescita e, nella speranza dell’esecutivo, convincere l’Upb, rispetto al quale, dice Padoan, le divergenze attuali «non sono significative, anche in termini statistici». Il governo resta convinto che anche tenendo il deficit al 2% sia possibile raggiungere l’1% di crescita.

In Parlamento Padoan ha dato maggiori dettagli sulla prossima manovra, che prevede misure espansive per 24,5 miliardi e coperture per 18,3. A spingere la crescita dell’economia, che senza interventi l’anno prossimo si fermerebbe allo 0,6% , c’è in primis la disattivazione dell’Iva (15,1 miliardi nel ‘17, poi 19,5 nel ‘18 e ‘19) che vale 0,3 punti di maggior crescita. Giocano a favore il pacchetto competitività, cioè lo stimolo agli investimenti privati con credito d’imposta e superammortamento (347 milioni quest’anno, 4,6 miliardi nel ‘18 e 5,4 nel ‘19), che vale 0,1 punti, e quello per lo sviluppo, con gli investimenti pubblici, il rifinanziamento della Sabatini e del Fondo centrale di garanzia, la conferma dei bonus per le ristrutturazioni edilizie, rafforzati per gli adeguamenti sismici, (3,8 miliardi nel ‘17, 4 nel ‘18 e 6,1 nel ‘19), che vale 0,2 punti. Le misure sociali, tra pensioni, risorse per le famiglie e il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego (3,1 miliardi nel ‘17, poi 3,7 e 3,8 nel ‘18 e ‘19), farebbero guadagnare alla crescita un altro 0,1. E, ieri, nel corso di «Politics», Matteo Renzi ha ribadito che la «penalizzazione» per i lavoratori non usuranti che scelgano di andare in pensione «un anno prima sarà del 5% all’anno. In tre anni sono poco meno del 15%».

Sottraggono invece carburante all’economia le misure di copertura. I tagli di spesa, che nel 2017 saranno pari a 2,6 miliardi, pesano 0,2 punti, mentre le misure contro l’evasione Iva, e il recupero di base imponibile spingono al ribasso il pil per un decimale. La somma dei più e dei meno fa 0,4 punti, cioè la differenza tra il pil tendenziale e quello programmatico. E secondo il governo si tratta di stime prudenti, anche per i dati emersi dopo la Nota di aggiornamento al Def, con la produzione industriale che «porta ad aumentare la stima del pil nel terzo trimestre», con un effetto positivo di trascinamento sul 2017.

Il governo è convinto che alla fine l’Upb darà il via libera al quadro del Documento di bilancio di sabato. Decisamente scettiche le opposizioni. Il blog di Beppe Grillo dà già per acquisita la bocciatura dell’Ufficio e accusa il governo di «falsificare i dati sulla crescita» per ragioni elettorali. Renato Brunetta di Forza Italia è preoccupato che la Ue bocci la Nota. Al Tesoro replicano tranquilli. Non è la Nota che va a Bruxelles, ma il Documento di Bilancio. Lì si terrà conto di tutte le novità, a cominciare dal maggior deficit per il quale oggi si chiederà il via libera al Parlamento.

Mario Sensini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa