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Pensioni, tagli e lotta all’evasione ecco come cambia la manovra

di Melania Di Giacomo e Enrico Marro

ROMA — Ha prevalso la linea minimalista. La manovra subirà alcune modifiche sì, ma non verrà riscritta e, soprattutto, sottolinea il governo, si tratterà di un intervento a «saldi invariati», sottolinea il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Niente aumento dell'Iva, niente maxi interventi sulla previdenza, sì invece a un pacchetto di misure meno clamorose e che si compensano, anche se la loro efficacia andrà verificata.
Si punta a fare cassa con misure di contrasto all'elusione fiscale (una versione riveduta e corretta della cosiddetta patrimoniale sugli evasori proposta dalla Lega Nord), con la riduzione dei vantaggi fiscali per le società cooperative. E per le pensioni si è trovata una mediazione che pare aver accontentato tutti nella maggioranza. Si dovrebbe così raccogliere qualche miliardo per correggere alcune norme del decreto.
Tre miliardi in più per gli enti locali
I 9,2 miliardi da tagliare nel biennio 2012-2013 agli enti locali verranno ridotti di due, anzi di tre miliardi tenendo conto dei maggiori introiti della Robin Hood tax sulle società energetiche dati ora per certi. Il resto dovrebbe arrivare da una più incisiva lotta all'evasione sul territorio: i Comuni saranno incentivati a stanare gli evasori perché potranno trattenere una quota sostanziosa del gettito recuperato. Lo sconto sui tagli agli enti locali ha accontentato, almeno in parte, la Lega. Soddisfazione viene espressa anche dal presidente pro tempore dell'Anci, l'associazione dei Comuni, Osvaldo Napoli: «Una notizia positiva che valuteremo meglio nel direttivo. Per i Comuni il taglio dei trasferimenti potrebbe scendere da 1,7 miliardi a 850 milioni».
Contributo di solidarietà solo per i parlamentari
Via, dunque, il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90 mila euro, inviso al Pdl, che avrebbe dovuto fruttare 674 milioni nel 2012 e un miliardo e mezzo sia nel 2013 sia nel 2014. La supertassa, prevista in due soglie del 5 e del 10%, resta però in vigore per i parlamentari mentre la Lega spinge per mantenerla anche sui calciatori e ha già presentato alcuni emendamenti addirittura per poterla raddoppiare.
Iva sullo sfondo. Stretta sulle pensioni
L'asse Lega-Tremonti è riuscito anche a bloccare l'aumento dell'Iva. Qui nulla cambia. L'incremento dell'imposta sul valore aggiunto rimane la carta di riserva da giocare, come già stabilito a luglio, se dalla riforma dell'assistenza e dal taglio delle agevolazioni fiscali non arriveranno i 4 miliardi di risparmi preventivati per il 2012, i 16 per il 2013 e i 20 dal 2014. Per il resto, Tremonti preferirebbe inserire la manovra sull'Iva nella complessiva riforma del Fisco che promette di fare.
Arriva invece una misura apparentemente circoscritta sulla previdenza, ma che creerà non pochi scontenti. Non sarà infatti più possibile andare in pensione con 40 anni di contributi a prescindere dall'età, a meno che non si tratti di 40 anni di lavoro effettivo. Non si potrà cioè più utilizzare il riscatto del corso di laurea e del servizio militare.
Morsa sulle «società di comodo»
L'obiettivo dichiarato è evitare il giochetto per cui i ricchi intestano case, ville e altri beni di lusso in società ad hoc al solo scopo di non pagare le tasse. Il comunicato della Presidenza del Consiglio afferma che verranno introdotte nuove misure fiscali finalizzate a «eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive». È questa quella tassa sull'evasione lanciata nei giorni scorsi dal ministro Roberto Calderoli per colpire fiscalmente chi ha un patrimonio non congruo al suo tenore di vita, godendo di beni già computati dal redditometro come le barche, i cavalli, le auto di lusso. «È finita la pacchia per chi utilizza società di comodo o trust per non pagare le tasse», sintetizza al termine del vertice il ministro della Semplificazione. «C'è un accordo politico», spiega il relatore della manovra, il presidente della commissione Bilancio al Senato, Antonio Azzollini. Ma la tecnicalità del provvedimento è ancora da definire. Del resto, per ora c'è appunto solo l'intesa ma gli emendamenti ancora no e verranno presentati, «come già si era chiarito in Commissione» nei prossimi giorni.
Stangata per le Coop
Nonostante il fuoco di sbarramento delle centrali cooperative bianche e rosse, la stretta sulle residue agevolazioni fiscali in capo a queste società è passata. Secondo le stime del governo le cooperative godono ancora di sgravi pari a 714 milioni di euro all'anno, tra l'esenzione parziale dell'Ires e le maggiori deduzioni accordate. Adesso questo capitolo sarà rivisto e anche le Coop dovranno partecipare ai sacrifici.
Via metà dei parlamentari
Accanto agli emendamenti al decreto bis Silvio Berlusconi ha annunciato che verrà presentato un disegno di legge costituzionale per dimezzare il numero di deputati e senatori. Ovviamente, se la cosa andrà in porto, i tempi saranno molto lunghi, vista la doppia lettura parlamentare richiesta dai ddl di modifica della Costituzione. Il capitolo Province è stato derubricato, diventerà anche questo un disegno di legge costituzionale, che ne prevede la cancellazione in toto, col passaggio delle loro funzioni alle Regioni. Anche qui però l'esito è incerto vista la contrarietà espressa in passato dalla Lega.

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