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Pensioni, soluzione per gli esodi

di Marco Rogari

Slittamento di un anno, o almeno sei mesi, dell'entrata in vigore delle nuove regole previdenziali targate Fornero-Monti. È questa la soluzione ponte che si sta profilando per rafforzare la salvaguardia dei cosiddetti lavoratori «esodati»: quelli che, essendo con le vecchie disposizioni in prossimità del pensionamento, hanno optato per uscite dal lavoro incentivate e ora rischiano, per effetto della nuova riforma previdenziale, di restare senza stipendio e senza pensione. Una proroga dunque, in attesa di congegnare nelle prossime settimane un eventuale correttivo ad hoc alla riforma, su cui convergono Pd, Pdl, Terzo polo e Pt con proposte unitarie di modifica al "milleproroghe" presentate alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
Su queste richieste oggi il Governo e le due Commissioni esprimeranno il loro parere. L'Esecutivo sembra comunque intenzionato a recepire (almeno in parte) le sollecitazioni che arrivano dai gruppi parlamentari che lo sostengono. Lo stesso ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, in tarda mattinata, dopo che degli oltre 800 emendamenti formulati lunedì ne erano sopravvissuti ben 347 alla scure dell'ammissibilità, aveva ribadito la disponibilità al confronto ma su un pacchetto ristretto di non più di una trentina di proposte di modifica. Un ulteriore segnale di disponibilità del Governo è arrivato con la decisione di non porre la fiducia in Aula a Montecitorio dove il testo approderà lunedì 23.
A questo punto il presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa (Pt) e i capigruppo in commissione, Cesare Damiano (Pd), Antonino Foti (Pdl), Nedo Poli (Terzo Polo), hanno deciso di convergere su emendamenti unitari al milleproroghe «per dare soluzione a problemi aperti con la riforma pensionistica introdotta dal Dl «Salva Italia», dando anche seguito agli ordini del giorno già accolti dal governo». I primi due ritocchi prevedono «il differimento di un anno dell'applicazione delle nuove norme pensionistiche per i lavoratori che abbiano già risolto il loro rapporto di lavoro in ragione di accordi individuali, accordi collettivi di incentivo all'esodo, accordi di crisi, fallimento o riorganizzazione aziendale» e «la dilazione al 31 dicembre 2011 del termine per la validità degli accordi sindacali di mobilità».
Resta però ancora parzialmente da sciogliere il nodo delle coperture. Per questo motivo l'orientamento del Governo è di dare il via libera in Commissione alla proroga per gli esodati (costi ridotti) e di rinviare all'approdo del testo in Aula la valutazione sui ritocchi proposti per esentare i lavoratori «precoci» (quelli che hanno cominciato a lavorare tra i 16 e i 18 anni di età) dalle penalizzazioni previste dalla riforma per i pensionamenti degli "under 62" con il solo canale contributivo. Proposta, sempre unitariamente da Pd, Pdl, Terzo polo e Pt, anche la «proroga di un anno per l'entrata in vigore del nuovo meccanismo di convergenza, tra uomini e donne, dei requisiti anagrafici per l'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia» e ritocchi sui lavoratori soprannumerari di Inpdap e Enpals dopo la fusione dei due enti nel super-Inps.
Oggi la Commissione comincerà a votare gli emendamenti con l'obiettivo di concludere domani l'esame del testo in sede referente. Tra gli altri ritocchi con chance di ottenere il via libera, quelli sulle deroghe al patto di stabilità interno per consentire agli enti locali alcune assunzioni e alcuni ritocchi sul personale della scuola.

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