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Pensioni, si tratta sulle Quote Estesa la platea dei lavori gravosi

Ripensare, allungare, integrare Quota 102-104, eredi di Quota 100, per anticipare la pensione: tutte le ipotesi sono sul tavolo. Ma il perimetro delle risorse che il governo intende stanziare per il capitolo previdenziale, così come notificato a Bruxelles, per ora non cambia: 1 miliardo e 560 milioni in tre anni, di cui 600 milioni nel 2022. Se anche fossero inserite Quota 101 e 103 oltre a 102 o anche fosse raddoppiata la durata di Quota 102 e 104, due anni ciascuna – per estendere la transizione – ogni intervento non potrebbe superare le risorse stanziate.Inaccettabile per Cgil, Cisl e Uil che chiedono di «riformare la riforma Fornero» una volta e per tutte, senza aprire altre finestre sperimentali che poi cre ano gli scaloni, come il prossimo di cinque anni a gennaio, quando l’età sale dai 62 anni di Quota 100 ai 67 anni del requisito ordinario per la vecchiaia. Anche Quota 102 con 64 anni e 38 di contributi – fanno notare i sindacati – non annullerebbe lo scalone. Ad esempio un lavoratore nato il 15 gennaio del 1960 se arriva a quota 100 nel 2022 – quando raggiunge i 38 di contributi – resterebbe al lavoro altri quattro anni e alla fine uscirebbe con i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi), sempre che non perda prima il lavoro. La “classe 1960” si candida a diventare la classe simbolo di questa trattativa.I sindacati chiedono perciò di essere convocati dal premier Draghi per discuterne. «Se le risorse rimangono quelle, il discorso è chiuso in partenza: non ci sono margini di trattativa», dice Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil con delega alla previdenza. «La platea di Quota 102 è di poche migliaia di lavoratori, mentre Quota 104 è di fatto inutile perché vicina ai requisiti Fornero, con 66 anni e 38 di contributi. Evitiamo di fare anche stavolta un’operazione tampone, rinviando problemi e altri scaloni al futuro ».Al momento l’unica convocazione arrivata è quella di mercoledì prossimo, ma pe r il G20. Nel frattempo è il leader della Lega Matteo Salvini a intestarsi la prima mossa: «Chiederò un incontro ai leader sindacali perché il tema lavoro, tasse e pensioni è centrale». Il Pd lavora invece a una mediazione. «Dopo Quota 100 non si torna alla Fornero e la proposta del governo va in questa direzione, ma c’è bisogno di più gradualità e vedremo se anche di uno stanziamento aggiuntivo», dice Antonio Misiani, responsabile economico del partito. Lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando prova a far rientrare nel pacchetto anche Opzione donna, al momento non riconfermata. E ad allargare l’Ape sociale ad altri lavori gravosi, come definiti dalla commissione da lui riavviata, dopo anni di stasi, e presieduta da Cesare Damiano.La Super Ape Sociale potrebbe essere una chiave per sciogliere la trattativa. Al momento l’Inps ha inviato al ministero dell’Economia le prime simulazioni dei costi di un’Ape allargata ad altri 30 gruppi di lavoratori gravosi, tra cui portantini, estetisti, forestali, fabbri ferrai, vasai, fonditori, poligrafici, magazzinieri. In base alle stime Inps, il costo dell’allargamento è molto contenuto: 16,7 milioni nel 2022 e un massimo di 35 milioni nel 2026. Se poi si considerano anche altre tre opzioni – proroga dell’Ape sociale fino al 2026, eliminazione del requisito dei 3 mesi dalla fine della Naspi, la riduzione da 36 a 30 anni di contributi del requisito per gli edili – il costo della Super Ape si alza a 127 milioni nel 2022, con un massimo di 805 milioni nel 2026.

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