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Pensioni, si tratta su nuovi ritocchi

di Marco Rogari

Salvataggio previdenziale dei cosiddetti lavoratori «precoci» e «esodati» garantita dall'aumento dell'accisa su sigarette e tabacco. Possibilità di chiudere, pagando somme ridotte entro il 31 marzo, le liti pendenti con il fisco al 31 dicembre 2011. Stop al condono delle affissioni politiche abusive. Con questa fisionomia il testo del milleproroghe, rivisto in Commissione, si accinge a ricevere martedì il via libera della Camera, per poi passare al Senato, dopo la fiducia incassata ieri dal Governo. I voti a favore sono stati 469, 74 i contrari e 5 gli astenuti. Ma la partita sui correttivi non si chiude a Montecitorio, dove è già certo che il testo tornerà in terza lettura. Diverse le nuove modifiche destinate ad essere inserite al Senato con il Pd che chiede a gran voce, insieme a Lega e Idv, che venga anche ampliata la platea degli «esodati» da salvaguardare dall'impatto della riforma delle pensioni. Potrebbe passare anche una deroga previdenziale per il personale della scuola.
Lo stesso sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, rispondendo in Aula a una sollecitazione dei relatori Gianclaudio Bressa (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl), ha detto che il Governo si impegna a «continuare la discussione nelle Aule del Senato attribuendo una sorta di priorità» ai temi del decreto rimasti irrisolti alla Camera. Dell'elenco dei nodi da sciogliere fanno parte la salvaguardia previdenziale dei lavoratori esodati da società a totale partecipazione pubblica (Poste), gli indennizzi per le aziende in crisi, la mutualità generale negli sport professionistici a squadre, i fondi per il settore ippico e il differimento dell'entrata in vigore dei pagamenti telematici della pubblica amministrazione. Da risolvere è anche la questione della copertura per la proroga degli indennizzi ai rimpatriati dalla Libia a seguito del golpe di Gheddafi ora affidata a un'aliquota del 2 per mille sulle attività Eni a Tripoli oggetto però di un ricorso alla magistratura della stessa Eni.
Il fronte più caldo resta quello delle pensioni. Il Pd, con il leader Pier Luigi Bersani, rivendica il risultato ottenuto con le modifiche sulle pensioni, ma Cesare Damiano chiede, così come Pier Paolo Baretta, chiedono nuovi correttivi per estendere la platea degli «esodati» da salvare. Intanto però alla Camera è passato un ordine del giorno di Giuliano Cazzola (Pdl) con cui, in relazione al rischio che l'azzeramento delle penalità per le uscite dei precoci "under 62" «possa incidere sugli effetti complessivi» della riforma Fornero-Monti, si impegna il Governo a predisporre un attento monitoraggio del flusso dei pensionamenti e, se necessario, a valutare eventuali correttivi. Via libera anche a un ordine del giorno dei Radicali con cui si chiede al Governo di dare esecuzione al ritorno al 100% in mano pubblica della proprietà della Banca d'Italia.
Governo che ieri alla Camera ha incassato la quinta fiducia dal suo insediamento. A votare contro sono stati Lega Nord, Idv e Noi Sud. Rispetto ai precedenti due voti di fiducia l'asticella si è un po' abbassata (556 sì il 18 novembre e 495 il 16 dicembre), complice l'elevato assenteismo in Aula: 81 i deputati mancanti all'appello (alcuni in missione), 30 dei quali del Pdl e 15 del Pd. È rimasto comunque sostanzialmente invariato il numero dei voti contrari.
Il testo che martedì sarà approvato dalla Camera per poi approdare al Senato prevede, tra l'altro, lo slittamento al 31 dicembre 2012, dell'esecuzione degli sfratti «riguardanti particolari categorie sociali disagiate», e la proroga a fine anno del termine entro il quale le pubbliche amministrazioni possono assumere personale a tempo indeterminato. Vengono poi dati nove mesi in più ai piccoli Comuni per associarsi in Unione di Comuni, è fissato al 30 giugno 2012 il termine entro il quale entra in vigore l'attività intramuraria dei medici e slitta al 30 giugno l'operatività del Sistri.

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