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Pensioni, si cercano 3-5 miliardi L’ipotesi di un decreto lunedì

«La sentenza non dice che bisogna pagare tutto domani mattina». Secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo il verdetto della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni, il governo deve procedere senza fretta e con gradualità. «Ci prenderemo il tempo necessario per evitare gli errori che altri hanno commesso in passato», afferma il premier, lasciando intendere che per gli arretrati la soluzione potrebbe arrivare nei prossimi giorni mentre per gli anni futuri il tema sarà affrontato nella legge di Stabilità. 
Ieri Renzi ne ha parlato con Pier Carlo Padoan. Non è un mistero che il ministro dell’Economia vorrebbe una soluzione nel giro di pochi giorni anche per rispondere ai rilievi in arrivo da Bruxelles. A Renzi, invece, non dispiacerebbe rinviare tutto a dopo le elezioni regionali di fine maggio. «Nei prossimi giorni verificheremo le carte», aveva detto in mattinata. Ma alla fine la soluzione degli arretrati potrebbe arrivare comunque in tempi rapidi, se non venerdì, probabilmente lunedì della prossima settimana, secondo quanto filtra da Palazzo Chigi.
I problemi da risolvere, però, sono ancora diversi. Il primo è decidere quanto spendere per restituire gli arretrati: si parla di una forchetta tra i 3 e i 5 miliardi di euro, contro i 14,6 miliardi al netto della tasse che costerebbe restituire tutto a tutti, mettendo in conto anche il 2015. Dove trovarli? Si farà ricorso a un mix di coperture: oltre al miliardo e 600 milioni del «tesoretto», le risorse aggiuntive indicate nel Documento di economie e finanze, si attingerà alla spending review, la revisione della spesa pubblica che, dopo una fase di stallo, il governo ha fatto ripartire. Mentre sembra difficile utilizzare adesso, se non in minima parte, i soldi della voluntary disclosure , il rientro dei capitali dall’estero. La procedura per riportare in Italia quei patrimoni si chiude a metà settembre: metterli a copertura di un pagamento da fare in estate potrebbe esporre il governo a nuovi attriti con la Ragioneria di Stato. Mentre sono tutte da individuare le coperture necessarie per il trascinamento della spesa nei prossimi anni. Ma a questo il governo provvederà con la Stabilità, che diventa legge a dicembre.
Il vero lavoro, però, è ridurre il costo dell’operazione già nel 2015. Certo il ricorso agli scaglioni, con rimborsi più generosi per gli assegni più bassi che si riducono mano a mano che l’importo sale. Molto probabile che il rimborso venga azzerato al di sopra di una certa soglia, 3.500 euro lordi al mese. Sul tavolo anche un contributo di solidarietà per le pensioni ancora più alte e una penalizzazione per chi, a parità di assegno, ha meno anni di contributi.

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