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Pensioni alla prova del cumulo dei contributi

di Fabio Venanzi

La manovra Salva Italia dimentica la ricongiunzione dei contributi, che rimane a titolo oneroso. Il decreto legge 201 (convertito in legge 214), tuttavia, prevede delle novità in materia di totalizzazione, abolendo il requisito minimo dei tre anni di contributi nella singola gestione, prima necessario per effettuare questa operazione. In questo modo, la totalizzazione risulta più accessibile rispetto alla ricongiunzione. Se questa opzione non comporta oneri diretti, va però ricordato che l'assegno di norma è più leggero. Viene infatti meno il sistema di calcolo che fa riferimento alle anzianità possedute dal dipendente al 1995, data che, in base alla legge Dini, fa da spartiacque tra il vecchio retributivo e il nuovo contributivo.
La conseguenza è, in caso di totalizzazione e in assenza di un diritto autonomo a pensione, che il trattamento verrebbe determinato del tutto con il metodo contributivo, anche per le quote relative ad anzianità maturate al 31 dicembre del '95. La ricongiunzione, invece, potrebbe valorizzare le anzianità precedenti al '96, incrementando la quota retributiva. Ne potrebbe scaturire un assegno più elevato.
Ciascun lavoratore può accedere alla totalizzazione o alla ricongiunzione. In questo secondo caso si applica ancora quanto previsto dall'articolo 12 del decreto legge 78/2010, che ha abrogato le norme che consentivano il trasferimento gratuito dei contributi accreditati in gestioni esclusive ed esonerative dell'Assicurazione generale obbligatoria (Ago) dell'Inps. La soluzione ha determinato una levata di scudi da parte dei lavoratori interessati. In concreto dal 31 luglio del 2010 per effettuare questa operazione occorre mettere mano al portafoglio. L'onere da sostenere è spesso considerevole.
In molti speravano che il decreto Salva Italia sanasse questa situazione di iniquità. La nuova manovra invece non ha affrontato il problema. Le uniche modifiche riguardano la soluzione alternativa alla ricongiunzione, ossia la totalizzazione. Per capire se sia conveniente una soluzione piuttosto che un'altra occorre valutare caso per caso (si vedano gli esempi a lato, su spunti forniti dalle domande inviate dai lettori). Con il passaggio dalla ricongiunzione a titolo gratuito a quella a pagamento si è voluto evitare che le lavoratrici dipendenti del settore pubblico aggirassero l'ostacolo dell'innalzamento dell'età pensionabile prevista per la loro categoria (61 anni dal 2010 e 65 anni dal 2012, ora divenuti 66 per effetto del decreto legge 201/2011, in legge 214) trasferendo i propri contributi all'Inps. Con questa mossa l'Istituto avrebbe pagato la pensione al compimento del 60esimo anno di età.
L'articolo 12 del Dl 78 ha poi previsto che la ricongiunzione dei contributi dalle gestioni cosiddette "speciali" dell'Inps (nonché ex Inpdap) – in base all'articolo 1 della legge 29/79 – dovesse avvenire mediante il versamento di un onere da parte dell'iscritto. Dal 1° luglio 2010, dunque, il trasferimento della posizione assicurativa da queste gestioni al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (Fpld) può avvenire solo a titolo oneroso secondo i criteri di calcolo previsti per la determinazione degli oneri di ricongiunzione. Chi si trova in queste condizioni può beneficiare – a domanda e solo a titolo oneroso, con un taglio del costo del 50% – esclusivamente della ricongiunzione (articolo 1 della legge 29/79).
In un secondo momento l'Istituto di previdenza ha precisato che tutti quei soggetti (iscritti ai Fondi Elettrici, Telefonici e Volo) che sono cessati dal servizio entro il 30 luglio 2010, senza aver perfezionato tutti i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per la liquidazione della pensione a carico di questi Fondi, possono procedere alla costituzione della posizione assicurativa presso il Fpld dell'Inps (circolare 97/2011).
Può effettuare la ricongiunzione (articolo 1 della legge 29/79), tra gli altri, chi ha accreditato almeno un periodo di iscrizione nell'Ago (Assicurazione generale obbligatoria dell'Inps) e uno in una gestione alternativa o, ancora, chi può far valere un periodo di iscrizione in una gestione alternativa e un periodo di contribuzione in una gestione speciale per lavoratori autonomi.

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