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Pensione e mobilità per 4mila all’Inps

L’accorpamento di Enpals e Inpdap nel “SuperInps” porterà a una riduzione della pianta organica di 4mila unità: da 33mila a 29mila. Lo ha riferito il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, ascoltato ieri in commissione Lavoro del Senato. Nori, sentito al termine dell’audizione, ha specificato che l’istituto sta elaborando i dati e «verso fine ottobre» saprà quanto il taglio della pianta organica significherà in termini di riduzione effettiva del personale, ma ritiene che la riduzione del numero di dipendenti «sarà consistente». Per far fronte ai casi di soprannumero «dove si arriva con i pensionamenti bene, se no si ricorrerà alla mobilità» ha spiegato il direttore.
Il taglio è conseguenza dell’applicazione dell’articolo 2 del decreto 95, quello che ha varato il primo ciclo di spending review e che prevede la riduzione del 20% dei dirigenti e del 10% di funzionari e dipendenti. Un intervento che, se applicato alla lettera, produrrebbe circa 1.500 esuberi in Inail e 4.400 in Inps; per un totale di circa 6mila addetti sugli 11mila stimati per le amministrazioni centrali dello Stato (si veda il Sole-24Ore del 28 settembre).
I due istituti, com’è noto, sono impegnati nell’esecuzione di piani industriali di incorporazione di enti soppressi, a cui fa riferimento la riduzione di 4mila addetti annunciata da Nori. Processi da garantire contemporaneamente all’attivazione di nuove funzioni che il Governo ha attribuito a Inps e Inail nell’ultimo anno, e con in conto da 300 milioni di tagli aggiuntivi di risorse disposti con la legge di stabilità.
L’istituto guidato da Antonio Mastrapasqua, negli ultimi 15 anni ha visto ridurre la sua forza lavoro di un migliaio di addetti l’anno, passando dai quasi 42mila della metà dei 90 agli circa 33mila attuali. Qui il piano industriale ha per oggetto l’incorporazione dell’Inpdap e i 34mila addetti sono circa la metà degli addetti degli omologhi istituti previdenziali tedeschi e meno di un terzo di quelli francesi. Il Governo punta a un accordo con i sindacati sulla riorganizzazione degli organici delle amministrazioni centrali e la gestione degli esuberi. Ma «senza potere di veto da una parte e dall’altra» ha dichiarato nei giorni scorsi il ministro per la Pa, Filippo Patroni Griffi.

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