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Pensione di due euro, ex statali inferociti

ROMA — Davanti allo sportello del bancomat, leggendo l’estratto conto, è rimasta impietrita: “Accredito pensione 2 euro”. «Due euro? Come faccio la spesa? Come pago le bollette?».
La signora Patrizia Perinetti, ex dipendente della Camera di commercio di Roma, ha deglutito a forza, ma senza perdere un minuto è corsa all’Inpdap per avere spiegazioni. Peccato però che una volta arrivata nella sede dell’istituto ha scoperto di non era sola: in fila, prima di lei, centinaia e centinaia di persone. Affrante e inferocite. Scena che per tutta la mattinata di ieri si è verificata in molti altri uffici dell’ente
previdenziale sparsi in tutta Italia. Come a Viterbo, dove a protestare per il mancato accredito, a fine mattinata, si sono contate più di mille persone.
Tutta colpa di un disguido tipo “pensioni pazze”? Macché. La spiegazione per l’Inpdap è semplice. «Si tratta di un conguaglio». Tra l’altro, accreditare solo due euro su un conto, spiegano dall’istituto, non è una novità. «Accade periodicamente», dicono, «Succede ogni qualvolta il pensionato accumula dei debiti percependo oltre al suo vitalizio anche la pensione di reversibilità del coniuge. E a marzo, di solito, si tiranno le somme e si riscuotono i crediti».
Nessuno sbaglio. Due euro, ovvero pensione azzerata e per migliaia di anziani — ex impiegati statali, insegnanti, esponenti delle Forze dell’ordine — la sorpresa nell’uovo di Pasqua è amarissima. «Già, una bella sorpresa », continua a raccontare la signora Perinetti con un filo di voce. «Nessuno si è degnato di avvertirci prima. Non una lettera, non un avviso. Come fa una persona a campare un intero mese con due euro? In fila davanti a me c’era un’ex maestra che piangeva a dirotto. Vedova e con un figlio disabile da accudire. Come fa lo Stato a essere così cieco? Mi chiedo: ma qualcuno conosce i veri problemi della gente?». E’ un fiume in piena, ora, Patrizia Perinetti. Stressata da una mattinata nera dove al danno si è aggiunta anche la beffa. «Sul perché dei due euro all’Inpdap non mi è stata data alcuna risposta. Eppure sono stata in fila dalle 10 all’una. Solo che, quando è arrivato il mio turno, la dipendente dietro al vetro si è scusata dicendomi che i terminali erano in tilt, ed era impossibile valutare la mia situazione».
La signora però non demorde. Oggi, tornerà di nuovo davanti allo sportello. «Devono dirmi, se è vero che si tratta di un conguaglio, perché allora non rateizzano la cifra — continua — Io grazie al cielo ho ancora qualche spicciolo da parte e questo mese mi darà una mano mia madre. Certo è che passare dai mille e 200 euro, questa la mia pensione compresa la reversibilità di mio marito morto dieci anni fa, a due è un colpo troppo duro per l’economia familiare».
Un’economia che, come accade in molte famiglie italiane di questi tempi, è sempre più traballante. Patrizia Perinetti racconta che la sua è l’unica entrata certa: «Mia figlia laureata in Lettere fa la commessa saltuariamente. Il massimo che guadagna sono 700 euro. L’altro figlio se ne è andato da questo Paese, per fortuna, e ora sta in Inghilterra. Io non so più che fare. Ci pensavo già da tempo, ma ormai è arrivato il momento: metterò la casa di Roma in vendita e mi ritirerò in quella piccola che ho in campagna. L’avevamo costruita con mio marito per le vacanze. Se sapesse. Mi diceva sempre: “Se muoio prima io almeno non ti lascio in cattive acque”. E invece, eccomi qui… »

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