Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Pensione prima per 700 mila ma il conto è di 13 miliardi

Tria parla di prudenza, di gradualità e di “transizione” dalla Fornero. I toni dei gialloverdi sull’Europa si sono placati e Bruxelles ci apre credito.
Tuttavia sui numeri le compatibilità non ci sono ancora: basti pensare alla ultima proposta di Salvini, enunciata ieri sera a Porta a Porta. Il leader leghista ha confermato naturalmente “quota 100” per uscire dal lavoro, come somma di età anagrafica e anzianità contributiva, in modo da superare il sistema della Fornero (dal prossimo anno 67 anni secchi oppure 43 anni e 3 mesi di contributi), ma ha aggiunto che l’età minima anagrafica sufficiente per andare in pensione deve essere di 62 anni e non è necessario raggiungere i 64 anni come più volte era stato avanzato dalla squadra di economisti dell’area leghista a partire da Alberto Brambilla. Salvini ha fatto una lieve concessione sulla soglia di età contributiva in grado di liberare dal lavoro chi non raggiunge i due requisiti di quota 100, alzando il precedente limite di 41 anni e portandolo a 41 anni e mezzo.
Naturalmente si tratta di uno sforzo che, realisticamente, allontana dal contratto di governo che prevedeva “quota 100” ma senza nessun limite di età e fissava l’uscita al di fuori della coppia canonica di benefici con 41 anni di contributi (dai 43 e 3 mesi).
Misura che sarebbe costata l’enorme cifra di 14,3 miliardi e avrebbe consentito l’uscita verso la pensione di 750 mila lavoratori.
Tuttavia la proposta di ieri a Porta a Porta di Salvini di “quota 100” con paletto a 62 anni e di 41 anni e mezzo senza requisiti non va confrontata con il contratto, già superato da tempo, ma con l’ultima opzione leghista circolata nelle ultime settimane che prevede “quota 100” con 64 anni di età minima e 41 anni secchi di contributi. Rispetto a questa soluzione, già abbastanza costosa (11,5 miliardi e platea interessata di 600 mila soggetti) si tratta dal punto di vista dei conti pubblici di un arretramento.
Quanto costa infatti la proposta fatta ieri da Salvini?
In base ai primi calcoli fatti da Stefano Patriarca della società “Tabula” si tratterebbe di una spesa di 13 miliardi (che al netto delle imposte scenderebbero a 9 miliardi) e di una platea poco meno di 700 mila individui. La mossa — con i 62 anni — sarebbe più vantaggiosa per le varie tipologie di Ape sociale (l’anticipo pensionistico) varate dal precedente governo per favorire i lavoratori disagiati. Costerebbe tuttavia un po’ troppo se si pensa che, pur contando sullo sconto sull’Iva e su un deficit all’1,6 per cento rispetto al Pil, tutte le misure della prossima legge di Bilancio vanno coperte. La cifra di cui si parla e che potrebbe essere recuperata da Tria è di 15 miliardi, ripartiti in cinque miliardi per ciascuna misura.
Dunque la prudenza è d’obbligo per chi dovrà fare le scelte perché per le pensioni ci sarebbero non più di 5 miliardi. Le simulazioni dicono che per scendere a 4,3 miliardi di spesa e liberare 220 mila lavoratori, bisogna fare “quota 100”, mantenere i paletti di 64 anni anagrafici, i 43 e 3 mesi contributivi e aggiungere un tetto ai contributi figurativi oltre al ricalcolo contributivo per chi va in pensione.
La partita è aperta, come per il reddito di cittadinanza e la cosiddetta flat tax, e si gioca tutta sui numeri, essenziali nel processo democratico delle decisioni economiche. Ogni misura ha un costo e può produrre un gettito. Per ricavare ad esempio 20 miliardi dalla pace fiscale, come ha annunciato ieri il leader della Lega, Salvini, non basterebbe neanche rispolverare i condoni tombali del 2001 perché i tecnici osservano che dopo le misure degli ultimi anni il serbatoio è molto ridotto.
Se poi si parla di una nuova rottamazione: la Ragioneria dello Stato sembra assestata sulla stima massima di 6 miliardi una tantum.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa