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Pendenze sospese da pagare in unica soluzione

Impatto limitato dei nuovi interventi normativi sul comparto della riscossione : per chi si attendeva una incisiva previsione sul tema, dunque, il dl sostegni (dl 41/21) si rivela di scarso contenuto innovativo. Gli interventi, infatti, si limitano a riproporre quanto già visto nel corso del 2020 con una sola rilevante, novità relativa alla mini sanatoria sugli avvisi bonari «futuri» (si veda altro articolo a pagina 27). Non si prende in considerazione, di fatto, l’aspetto più prettamente finanziario legato al pregresso e non si disciplina in modo generale il futuro, non potendosi intendere il limitato intervento sulle cartelle esattoriali come risolutivo dei problemi. Peraltro, l’ulteriore proroga dei termini di notifica delle cartelle esattoriali, rischia di rendere inoperanti le novità introdotte in tema di rateazione dal dl ristori del 2020.

La proroga di pagamento delle cartelle esattoriali e dei versamenti delle rottamazioni. Il primo intervento, come detto, riguarda la modifica all’articolo 68 del dl n. 18 del 2020. Si fissa il principio in base al quale le cartelle sospese devono essere pagate, in unica soluzione (anche in relazione all’ipotesi in cui siano state oggetto di sospensione le rate) entro la fine del mese di maggio. Un impatto, dunque, concettualmente identico a tutti i provvedimenti che si sono succeduti nel corso del 2020. Non si fissa un principio di dilazione ulteriore delle somme sospese ma si mantiene il concetto in base al quale si deve pagare in unica soluzione. Analogo principio viene mantenuto in relazione alle somme dovute per la rottamazione ed il saldo e stralcio, per le quali, i pagamenti del 2020 eventualmente non effettuati devono essere fatti entro il 31 luglio 2021. Per le somme dovute nel 2021, vi è uno slittamento delle rate al 30 novembre 2021, senza un differimento per la rata che scade ordinariamente nella medesima data. Il tratto comune di queste disposizioni è dunque chiaro: prevedere un differimento dei termini di pagamento partendo comunque dal presupposto che la liquidità necessaria per adempiere esista alle rispettive scadenze. Si tratta, in buona sostanza, di una opzione «fiduciosa» nel fatto che, appunto, la disponibilità finanziaria venga prodotta in misura corrispondente il che, in molti casi, non appare così scontato. A differenza delle precedenti disposizioni viene ora affermato che l’inefficacia delle definizioni da rottamazione e saldo e stralcio non si verifica nel caso di pagamento effettuato nei cinque giorni successivi alla scadenza prevista dal dl sostegni.

La proroga nella notifica delle cartelle esattoriali. Il comma 4 dell’articolo 68 viene poi sostituito con una previsione specifica relativa alla notifica delle cartelle esattoriali. Peraltro, la norma deve essere letta unitamente a quanto previsto dall’articolo 157 del dl n. 34 del 2020. Si afferma che con riferimento ai carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo che va, di fatto, dall’8 marzo 2020 sino alla fine del 2021, ovvero anche se affidati dopo il 31 dicembre 2021, opera una proroga biennale nella notifica delle cartelle di pagamento che interessa anche quelle previsioni già contenute, appunto, nel citato articolo 157. Vale a dire quegli atti relativi alle liquidazioni automatiche ai fini delle imposte sui redditi ed Iva per le dichiarazioni presentate nel 2018 nonché per le cartelle derivanti dal controllo formale per le dichiarazioni presentate nel 2017 e 2018 e, infine, in relazione alle somme dovute per la tassazione separata con riferimento ai modelli 770 presentati nel 2017. Di fatto, dunque, in relazione a detti atti si assiste ad un differimento di 24 mesi del termine di decadenza e prescrizione.

Lo stralcio delle cartelle esattoriali. Uno degli aspetti più attesi era quello legato alla potenziale «eliminazione» delle cartelle esattoriali. Con riferimento a detto aspetto, il comma 5 dispone la cancellazione dei carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo 2000–2010 di importo massimo di 5 mila euro. Questo beneficio è comunque condizionato al fatto che, nel 2019, i redditi delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche non sia stato superiore a 30 mila euro. Come si comprende, l’intervento in questione appare più di facciata che di sostanza. Questo sia per il riferimento temporale di affidamento all’agente della riscossione che, soprattutto, con riguardo al limite reddituale individuato su un anno non interessato dalle vicende sanitarie. Esce dunque, con il decreto sostegni, un intervento «spurio» e che interesserà ben pochi soggetti i quali potranno legittimamente beneficiarne anche laddove sia in corso una rottamazione od un saldo e stralcio.

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