Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Peggiora il debito dell’Eurozona

di Isaballa Bufacchi

Migliora lievemente il deficit ma peggiora, e molto più del previsto, il debito pubblico in Eurolandia, a conferma di una crisi sul rischio sovrano periferico ancora in ebollizione e con focolai accesi in Grecia, Portogallo e, sia pur in misura minore, Irlanda.

Le statistiche pubblicate ieri da Eurostat hanno fissato i dati definitivi dei conti pubblici dell'Eurozona per il 2010 rispetto al 2009: ne è emerso un miglioramento incoraggiante del parametro deficit/Pil, calato dal 6,3% al 6,0% rispetto all'anno precedente – segno che i piani di risanamento sono in corso -, ma un pesante peggioramento del debito/Pil passato dal 79,3% all'85,1% con un incremento pari a 721 miliardi, di cui 320 attribuibili alla sola Germania. Un gran salto all'insù dello stock del debito pubblico europeo al quale hanno contribuito 16 dei 17 Stati dell'Eurozona, con l'Estonia unica virtuosa a tutto tondo.

L'andamento dei conti pubblici italiani, così come riportato nel Documento di economia e finanza (Def), sono stati ribaditi dall'Ufficio statistico europeo: deficit/Pil sceso dal 5,4% del 2009 al 4,6% del 2010 e debito/Pil lievitato molto meno di altri Stati, da 116,1 a quota 119 per cento. Male invece la Grecia con un disavanzo pubblico dell'anno scorso del 10,5% (più basso del 15,4% del 2009 ma superiore al previsto) e debito/Pil schizzato al 142,8 per cento. Gli operatori del mercato si sono soffermati ieri anche sui dati del Portogallo, risultati deludenti: il deficit/Pil è quasi stabile, dal 10,1% del 2009 al 9,1% del 2010 mentre il debito/Pil di Lisbona è lievitato di oltre dieci punti percentuali, dall'83% al 93 per cento. L'Irlanda ha registrato un enorme sbandamento dei conti pubblici, come noto: il deficit/Pil oltre il 32% (a causa della contabilizzazione dei salvataggi bancari a carico dello Stato) e un debito/Pil pressoché raddoppiato dal 65,6% al 96,2 per cento.

Sono stati 4 su 17 i Paesi che hanno evidenziato un peggioramento tanto del disavanzo quanto del debito: dal 2009 al 2010 Germania, Irlanda, Lussemburgo e Austria (quest'ultima per colpa del debito della compagnia ferroviaria e degli ospedali pubblici).

Le nuove statistiche Eurostat (come anticipato dal Sole 24 Ore di martedì) hanno introdotto una novità: hanno conteggiato, sotto il profilo strettamente contabile, i prestiti bilaterali "intergovernativi" concessi alla Grecia nel 2010 finiti nel calcolo del debito pubblico degli Stati finanziatori. In tutto, 21,1 miliardi erogati ad Atene l'anno scorso che sono stati ripartiti tra 14 stati dell'Eurogruppo, esclusi Estonia (entrata nell'Eurozona quest'anno) e Slovacchia (che ha respinto la partecipazione volontaria e che non intende aderire neppure al nuovo veicolo permanente Esm). Il peso maggiore è ricaduto sulla Germania (poco più di 6 miliardi), seguita da Francia (4,4 miliardi) e Italia (3,89 miliardi).

Le dimensioni del debito pubblico tedesco, lievitate per colpa degli interventi pubblici a sostegno delle banche che sono stimati in circa 9 punti percentuali di Pil, hanno superato la soglia dei 2mila miliardi. Il debito della Germania, in valore assoluto, è dunque salito l'anno scorso al terzo posto su scala mondiale, dopo Stati Uniti e Giappone, spodestando il debito pubblico italiano che è sceso così al quarto posto. Il debito/Pil tedesco, tuttavia, si mantiene a quota 83,2% contro il 119% italiano.

Eurostat ha rilasciato ieri anche i dati relativi all'Europa dei 27: il deficit/Pil è sceso dal 6,8% del 2009 al 6,4% dell'anno scorso mentre il debito pubblico rispetto al Pil è passato dal 74,4% all'80% (pari a quasi 10mila miliardi di euro).

L'Eurozona e l'Unione europea nel complesso hanno conti pubblici migliori rispetto a Stati Uniti e Giappone ma questa è una magra consolazione perchè il problema europeo resta l'enorme disparità tra Stati dei bilanci pubblici e delle economie.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al bivio tra un’iniezione di "italianità", che potrebbe coincidere con l’acquisizione di Mps o...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Cronaca di un addio a lungo annunciato, ma non per questo meno traumatico (-4,96% il titolo in Borsa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Estrema cautela». È questo allo stato dell’arte l’approccio di Cdp e dei fondi, Blackstone e...

Oggi sulla stampa