Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Pec aziendali in ordine sparso

di Valerio Stroppa 

Sulla Pec aziendale sanzioni al buio. La circolare del ministero dello sviluppo economico che invita alla disapplicazione delle multe per le comunicazioni tardive non è sufficiente a far dormire sonni tranquilli alle società. Effettuando l'adempimento per conto dei clienti con un giorno di ritardo rispetto alla scadenza di legge del 29 novembre 2011, infatti, molti professionisti si sono sentiti dire ieri da alcune camere di commercio (a cominciare da quella di Milano) che la disapplicazione delle sanzioni non è affatto automatica. Anzi. E proprio per evitare disomogeneità sul territorio, il prossimo 6 dicembre si incontreranno presso Unioncamere tutti i conservatori dei Registri delle imprese. Solo a quel punto le aziende riusciranno a capire se ci sarà un indirizzo comune nell'applicazione o meno delle sanzioni amministrative per chi avrà comunicato l'indirizzo di posta elettronica certificata in ritardo rispetto alla scadenza prevista dal dl n. 185/2008. Fino ad allora, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, non sarà possibile stabilire con certezza né in un senso né nell'altro se l'auspicio avanzato dallo Sviluppo economico troverà il riscontro pratico delle camere di commercio.

Ieri, intanto, le comunicazioni hanno continuato ad arrivare presso le conservatorie di tutta Italia. E nelle principali Cciaa, in virtù dell'elevato numero di pratiche trasmesse, gli operatori camerali stavano vagliando i dossier di 10-15 giorni fa. Ed era stato proprio questo «ingolfamento» a indurre il ministero ad emanare la circolare prot. 0224402 del 25 novembre 2011 (si veda ItaliaOggi del giorno successivo): l'allarme era arrivato dagli stessi soggetti gestori dei sistemi Pec, che avevano segnalato a Roma l'impossibilità di far fronte all'enorme mole di richieste di nuovi indirizzi in tempo utile per la scadenza del termine di legge. Ciò in quanto, nonostante l'ampia finestra temporale messa a disposizione dal dl n. 185/2008 (tre anni), la maggior parte delle imprese si è attivata per ottenere la Pec solo a ridosso del 29 novembre 2011. Un ingorgo telematico tale da impedire di ravvisare quell'elemento soggettivo (dolo o colpa) necessario per configurare l'inadempimento, secondo lo Sviluppo economico. Da qui, dopo un confronto informale con Unioncamere, l'invito del Mse alle camere di commercio ad «astenersi dall'applicare le sanzioni previste dall'articolo 2630 del codice civile», anche nell'ottica di «evitare contenzioso di presumibile esito sfavorevole».

In attesa della decisione ufficiale dei conservatori che sarà assunta la prossima settimana, la circolare continua a rassicurare parzialmente le imprese inadempimenti. Le quali tuttavia, nel dubbio che la prassi ministeriale non prevalga, dovranno provvedere al più presto a regolarizzare la propria posizione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa