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Pc e tablet spingono l’hi-tech

di Daniele Lepido

L'informatica italiana rispolvera il vecchio mito del Pc per uscire dalla crisi e si aggrappa all'altarino dei tablet per recuperare la crescita perduta. Questi ultimi hanno totalizzato oltre 428mila vendite in Italia nel 2010, contro i 19,5 milioni nel mondo (10,3 milioni negli Usa, 800mila in Germania, 435mila in Francia). E già perché se è vero che, secondo i dati dell'Assinform elaborati dalla NetConsulting di Giancarlo Capitani, un qualche spiraglio per il settore si intravvede, la fine del tunnel potrebbe non essere così vicina.

Nel 2010 il mercato mondiale dell'Information & communication technology ha ripreso a correre ai ritmi pre-crisi, passando dal -1,5% annuo registrato nel 2009 al +4,9% del 2010 (It +4,4%, Tlc +5,1%), a fronte di una crescita del prodotto interno lordo globale del 5 per cento. In Italia si conferma una certa inversione di tendenza, anche se il saldo rimane negativo: -2,5% a fronte del -4,2% del 2009, per un valore di mercato di 60.230 milioni di euro. Ad appesantire il comparto sono le telecomunicazioni (41.800 milioni di euro), scivolate di un altro 3% (-2,3% nel 2009), con la telefonia mobile che cala più della fissa (-3,2% contro -2,6%). La domanda di It ha invece recuperato 6,7 punti rispetto al -8,1% del 2009, con una diminuzione del 1,4% e un valore di 18.430 milioni.

«È confermata la risalita del mercato italiano dell'It nel 2010, trend che troverà ulteriore consolidamento nel corso di quest'anno – ha spiegato il numero uno dell'Assinform, Paolo Angelucci – ma i ritmi sono troppo lenti rispetto sia alle necessità di cambiamenti strutturali del paese sia rispetto all'estero. Il punto è che l'innovazione continua a rimanere in Italia un fenomeno troppo sottovalutato in ambito politico e nei circoli decisionali».

Lo sprint più interessante è arrivato dall'hardware, trainato dalle vendite di Pc e dei nuovi tablet. I personal hanno messo a segno un incremento di 15,7% delle unità vendute, recuperando oltre 15 punti percentuali sul 2009. All'interno di questo segmento, spiega l'Assinform, «notevoli sono i risultati dei desktop che, con una crescita del 10,4%, recuperano poco meno di trenta punti e dei server, che passano dal -20,9% del 2009 al +2,4% del 2010, mentre i portatili con +9,4% riflettono per la prima volta dopo anni di rally una lieve flessione nella crescita (+10,1% nel 2009), dovuta allo stop dei netbook. Il 2010 ha segnato anche la prima volta dei tablet, che si sono imposti all'attenzione con 428.570 unità vendute. Quasi raddoppiato, poi, il numero di smartphone, che salgono a 4 milioni, mentre il numero di accessi in banda larga arriva a 13,26 milioni (+6,9%) e il fatturato dei servizi internet è salito del 7,4 per cento.

E il 2011? Le stime indicano un consolidamento della domanda, con una crescita annua non lontana dell'1,3% che avrà come fattori trainanti la domanda di hardware (+3,2%) e che si avvarrà anche della ripresa del software (+1,6%) e di servizi informatici (+0,6 per cento).

«La ripresa dell'hi-tech – ha concluso Angelucci – è possibile se a livello governativo verrà definito un quadro normativo incentivante e penso in particolare al credito d'imposta per chi punta su ricerca e sviluppo ma anche a un taglio dell'Irap. Nessuno di noi chiede investimenti cash, ma solo un nuovo ecosistema che consenta all'innovazione di attecchire».

 

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