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PayPal, Amazon e Square: arriva la concorrenza alle banche

La nuova sfida lanciata dai giganti del digitale, da PayPal ad Amazon, è sul fronte dei servizi bancari. Negli ultimi mesi, PayPal sta contattando gruppi di utenti americani per offrire loro funzioni bancarie di base da aggiungere al loro portafoglio digitale. Le funzioni includono l’assicurazione Federal Deposit Insurance per i loro bilanci, una carta di debito che può essere utilizzata per ritirare soldi presso gli Atm e la capacità di effettuare un deposito diretto dei loro stipendi attraverso una foto via smartphone.Il punto è che PayPal non ha una licenza bancaria statunitense. La Federal Deposit Insurance non garantisce protezione ai fondi non depositati presso banche e Visa e Mastercard autorizzano l’emissione, da parte delle banche, solo di carte che funzionano sulle loro reti. Proprio per questi motivi PayPal si è rivolta a un mix di piccole banche che sono rimaste anonime e dietro le quinte. Ha siglato accordi con una banca del Delaware per l’emissione di carte di debito e con una della Georgia per i depositi degli stipendi. Con quelle dello Utah ha siglato un accordo per fare prestiti a consumatori e piccole imprese.

Gli utenti dovranno pagare una commissione per ritirare i soldi dagli Atm che non fanno parte della rete PayPal, insieme all’1% di ogni stipendio depositato attraverso una foto del cedolino effettuata con il proprio smartphone. Non ci sono commissioni mensili e neanche un requisito minimo di bilancio per poter utilizzare i nuovi servizi. PayPal aveva già lanciato nel 2012 una carta prepagata che metteva a disposizione alcune di queste funzioni.

Dal canto suo lo scorso venerdì Amazon ha svelato un piano per utilizzare il suo assistente virtuale Alexa come metodo di pagamento tra persone. L’idea di Amazon è ancora molto embrionale e l’assistente avrebbe bisogno probabilmente di più informazioni sui conti bancari degli utenti per poter effettuare le transazioni. Rientrerebbe, comunque, nella strategia di Jeff Bezos di espandersi nel business bancario e finanziario.

Amazon si è anche ristrutturata internamente per aggiungere il suo portafogli digitale, Amazon Pay, al team che supervisiona Alexa. Se il gruppo di Jeff Bezos dovesse riuscire nel suo intento (o ottenere accordi migliori dalle compagnie di carte di credito e debito) potrebbe risparmiare circa 250 milioni di dollari di commissioni ogni anno.

Una prima sfida alle banche era già stata lanciata dal colosso di Jeff Bezos con Amazon Lending, che ha superato i 3 miliardi di dollari di prestiti alle piccole imprese dal 2011, anno del suo lancio, al 2017.

All’elenco si aggiunge anche Square, società finanziaria di Jack Dorsey (fondatore di Twitter), che vuole chiedere l’autorizzazione per creare una banca industriale interamente controllata nello Utah. La divisione, che avrebbe il nome di Square Financial Services e una capitalizzazione di 56 milioni di dollari cash, offrirebbe prestiti e conti di deposito alle piccole imprese.

Square potrebbe essere la terza compagnia del fintech a optare in pochi mesi per l’ottenimento di una licenza bancaria, dopo Social Finance e Varo Money. Dorsey vuole approfittare di un clima favorevole negli Usa per questo tipo di operazioni, con i regolatori federali che stanno dando la loro benedizione alla maggior parte delle nuove banche nate con la crisi finanziaria.

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