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Paura Covid e scandalo banche Tonfo delle Borse, Milano -3,7%

In Borsa è tornata la paura: che si ricominci daccapo, che il numero dei contagi Covid in aumento ogni giorno in tutta Europa spinga a nuovi lockdown, dopo i blocchi in Israele, in Gran Bretagna e in Spagna, e i timori in Belgio, Francia e Libano, mentre negli Stati Uniti la pandemia conta quasi 200 mila vittime. Una nuova ondata del coronavirus darebbe un KO fatale all’economia, in ripresa nel terzo trimestre, dopo il crollo dei primi 6 mesi. Davanti a tanta incertezza, sui mercati è scattato il segnale di fuga dal rischio. E i listini hanno chiuso in profondo rosso, appesantiti anche dallo scandalo sul riciclaggio globale, che ha affondato le banche.

Sembra di essere tornati a marzo, in piena crisi Covid: Francoforte -4,37%, la peggiore Borsa in Europa; Milano -3,75%; Parigi -3,74%; Madrid 3.43; Londra -3,38%. Indici negativi anche a Wall Street, con Dow Jones in calo dell’1,84%%, ma perdeva oltre il 3% a circa un’ora dalla chiusura e Nasdaq a -0,13%, in recupero dal -1,7%. Mentre l’indice Vix della volatilità, è salito ai massimi da settimane.

Ma è un segno meno generalizzato. Scende il petrolio, con il Brent in regresso del 4,70% a 41,13 dollari e il Wti in ribasso del 5,54% a 38,81 dollari al barile. Perché se la ripresa rallenta, la domanda di greggio si raffredda, ma gli investitori fanno i conti anche con il possibile ritorno alla produzione della Libia. Si indebolisce l’euro, chiudendo a 1,1744 sul dollaro, che potrebbe non essere una cattiva notizia, se non fosse che segnala problemi seri all’economia dell’eurozona. Cala perfino l’oro, tradizionale bene rifugio, quotato 1.894,90 dollari l’oncia (-2,87%). L’argento perde addirittura l’8,60%. 10%.

Se Cnh è tra i titolo peggiori (-8,05%), per la bufera sui camion elettrici Nikola, di cui è importante azionista, tra i settori più colpiti dalle vendite figura il credito, con i titoli delle banche che pagano doppio pegno: non solo a causa delle prospettive incerte sull’economie, ma anche per quanto rivelato da un’indagine dell’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), quello dei Panama Papers, in collaborazione con BuzzFeed News. Secondo i reporter, le più grandi banche del mondo avrebbero permesso di riciclare un fiume di denaro sporco, circa 2 mila miliardi di dollari, con 2.100 segnalazioni di attività sospette alle autorità Usa, effettuate tra il 1999 e il 2017. Gli istituti coinvolti? Deutsche Bank, al primo posto per importi di operazioni dubbie, Bank of New York Mellon, Standard Chartered, Jp Morgan e Hsbc. Ma figura anche la francese Socgen, seppure per somme minori. Non sono invece indicati nomi di istituti italiani, però ugualmente colpiti in Borsa.

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