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Paura a Piazza Affari:-4%, la peggiore

Rischio-contagio: c’è alta tensione sui mercati dopo il referendum greco. L’incertezza sulle sorti di Atene spinge le Borse europee al ribasso, lo spread rialza la testa. Milano perde il 4,03% del valore, dopo una raffica di sospensioni per i titoli bancari, i più colpiti: a fine giornata risulta maglia nera in Europa. Ma perdono anche le altre Borse dei paesi periferici dell’euro, a cominciare da Lisbona (-3,75) e Madrid (-2,29%), un pericoloso segnale di contagio, secondo gli esperti. Segno meno pure a Parigi, Londra e Francoforte; i contraccolpi del “no” si sentono fino a Wall Street. In un giorno le borse europee 100 miliardi di capitalizzazione . Lo spread Btp –Bund chiude a quota 162 da 145 di venerdi, il tasso sul decennale è in rialzo del 2,38%.
I numeri dei mercati fanno da sfondo ad un intenso lavorio diplomatico di banchieri, creditori, autorità per studiare una soluzione al caso greco. Così, Draghi riunisce in conference call i banchieri che siedono nel board della Bce. Juncker contatta con identico meccanismo il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem, quello del consiglio Ue Tusk e lo stesso Draghi. Tsipras telefona alla Cancelliera Merkel che s’incontra con il francese Hollande. Renzi e Padoan si vedono per concordare una posizione comune da tenere oggi, all’Eurogruppo e per rassicurare: «L’Italia non corre rischi», dice il ministro. Da Washington, Christine Lagarde, numero uno del Fmi, si dice pronta ad aiutare Atene, se il paese lo chiederà e sulle conseguenze del referendum parla al telefono con Putin. E, non ultimo, interviene in pressing anche Obama: la Casa Bianca invita a trovare subito «un compromesso » per consentire ad Atene di restare nell’Euro: «E’ nell’interesse di tutti».
Panico? No, gli operatori negano che vi sia stato questo sentimento sui mercati. E a riprova ricordano che uno spread a 162 è nulla rispetto ai picchi di 548 registrati per esempio nel 2011. Fanno anche notare che l’euro si mantiene intorno a 1,1069 dollari con un ribasso minimo. Così preferiscono parlare di scossoni, legati alle notizie che rimbalzano dalla Grecia: il referendum, le dimissioni del ministro Varoufakis, le banche che restano chiuse. E se proprio devono selezionare una parola per questo ennesimo lunedi nero delle Borse, scelgono «volatilità» che in economia significa variazioni accentuate e imprevedibili. In fondo sperano che per Atene la porta resti aperta, come del resto ripetono Merkel e Hollande al termine del loro faccia a faccia. L’agenzia di rating Fitch però teme che il «no» referendario aumenti il rischio di una Grexit. Il petrolio va giù.
Così, le Borse sobbalzano, quelle dei paesi periferici dell’euro più delle altre. A Piazza Affari, la peggiore, cedono le banche . Mps lascia sul campo l’11,51%. Seguono tra i più venduti Banco Popolare (-6,59%), Mediolanum e Ubi (-6,55%), Unicredit (-6,12%), Intesa (-5,98%), Bper (-5,93%) e Bpm (-5,48%). Anche a Lisbona e Madrid i titoli bancari sono i più colpiti.
Una settimana fa, all’annuncio del referendum, la Borsa di Milano aveva vissuto un’altra giornata di passione, con un tonfo del 5,17%.
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