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Patuelli: «Troppe tasse sulle banche»

Il tono è come sempre pacato ma le esortazioni che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, rivolge agli amministratori e ai manager delle banche italiane dal palco dell’assemblea annuale dell’Abi, sono severe e soprattutto numerose. Il fatto che non siano tutte nuove ma reiterate aggiunge e non toglie forza alle raccomandazioni.

«Non vanno sottovalutati i timori degli analisti internazionali sulla solidità dei bilanci delle banche italiane, anche se non sempre ben motivati. Devono proseguire le politiche aziendali volte a contenere i costi, migliorare la gestione dei rischi, ampliare la base patrimoniale delle banche» avverte Visco. Il Governatore nel suo discorso concentra l’attenzione sulle Fondazioni, che in taluni casi devono «allentare i legami con le banche di riferimento» consentendo — ed è il caso di alcune banche di medie dimensioni — l’apporto di capitale di nuovi azionisti, e sulle Banche Popolari, soprattutto le maggiori sollecitate ancora una volta a modificare il modello cooperativo. Quanto ancora alle Fondazioni Visco chiede di vietare il passaggio dai vertici degli enti a quelli delle aziende di credito.

Gli avvertimenti del Governatore al sistema bancario nascono non già da dubbi sulla loro solidità, ribadita anche dal Fmi, ma dalle incertezze sul futuro dell’economia: «L’azione di rafforzamento patrimoniale dovrà nondimeno proseguire», dice Visco che ricorda la flessione del 5% su base annua dei prestiti alle imprese, che costano circa lo 0,75% in più che nel resto dell’area Euro. Così come rimarca l’aumento al ritmo del 4,5% delle sofferenze, cioè i prestiti definitivamente non rimborsati, richiamando gli interventi di urgenza, quali le cartolarizzazioni, adottati a metà degli ani Novanta. Le tensioni nel mercato del credito sono destinate a proseguire nei prossimi mesi dice Visco, aggiungendo che le banche «devono cautelarsi contro il rischio di un peggioramento delle condizioni di raccolta» e devono puntare a una maggiore redditività. «Nell’industria bancaria ad alta intensità di lavoro vanno valutate con attenzione misure, anche di natura temporanea, volte a ridurre in misura significativa le spese per il personale in rapporto ai ricavi», afferma poi attirando le proteste dei sindacati.

La platea — molte le figure di spicco del sistema bancario — ascolta e prende atto delle esortazioni del Governatore ma mostra di apprezzare di più le aperture del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni sulla deducibilità delle perdite in risposta alle richieste del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. «Sulle banche in Italia sono caricati troppi oneri di ogni genere. Chiediamo con forza che si trovino le soluzioni tecniche che, innanzitutto per i nuovi prestiti, dispongano l’integrale deducibilità fiscale delle perdite conseguenti, nell’anno in cui fossero evidenziate nel bilancio civilistico», ha insistito infatti Patuelli.

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