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Patuelli: sulle soglie di capitale servono certezze per 5 anni

Le soglie dei requisiti di capitale delle banche «non possono essere sempre in movimento, abbiamo bisogno di certezze. Abbiamo bisogno di regole uguali per tutti e che le imprese bancarie possano sapere nei prossimi cinque anni quali sono le soglie». Chiede certezza e stabilità Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, l’associazione bancaria italiana. La sua affermazione è arrivata ieri a margine di una conferenza stampa a Palazzo Altieri, rispondendo a una domanda sulla recente lettera di Bankitalia alla Bce che denunciava il rigore nei requisiti richiesti agli istituti a livello europeo.
In occasione della XIV edizione «Invito a palazzo-arte e storia nelle banche e nelle fondazioni di origini bancarie», Patuelli ha ricordato che «prima della crisi le soglie erano fisse, poi alla fine della crisi le soglie sono diventate più mobili. L’unione bancaria deve fissare una cornice di regole chiare, precise, ben definite, facilmente individuabili da chi amministra le banche, ed anche dall’azionariato e dall’opinione pubblica». Per Patuelli l’Europa è «come un’aquila bicipite, con una testa monetarista che favorisce la crescita e un’altra che la complica».
Patuelli interviene dunque su una delle questioni più spinose degli ultimi anni, quella dei requisiti di capitale delle banche. Questi requisiti (che indicano la forza patrimoniale degli istituti di credito) sono stati infatti aumentati dall’inizio della crisi ad oggi, per evitare che le fragilità delle banche mettano a rischio l’intero sistema finanziario come accaduto nel 2008. Questo, se da un lato è sacrosanto per garantire stabilità al sistema economico mondiale, dall’altro ha finito per esasperare la crisi economica negli ultimi anni: le banche, imbrigliate in requisiti sempre più severi, hanno infatti notevolmente ridotto l’erogazione di credito alle imprese, aumentando gli effetti della recessione. Ma il problema è anche un altro: che i requisiti continuano a cambiare. Per questo Patuelli chiede stabilità: altrimenti si rischia che le banche, per via dell’incertezza su questi parametri, riducano ancora il credito proprio ora che l’economia si riprende.
Il presidente dell’Abi è anche intervenuto sull’inchiesta che sta coinvolgendo la Popolare di Vicenza. Con questa frase: «I problemi delle banche fanno notizia perchè sono così pochi rispetto a quelli che quotidianamente coinvolgono il settore industriale, artigianale». Negli ultimi anni, va però ricordato, vicende giudiziarie hanno coinvolto non solo la Popolare di Vicenza, ma anche il Montepaschi, Veneto Banca, Carige, Tercas, Banca Marche, Carife e altri istituti. Per non dimenticare, andando un po’ più indietro negli anni, la ex Popolare di Lodi o la ex Popolare di Intra. Insomma: saranno «pochi», come dice Patuelli, ma non pochissimi.
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