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Patuelli: salvataggi, il conto salirà. Torna la febbre su Mps, più 22%

A quasi un anno dalla messa in risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti che a novembre 2015 costarono al sistema bancario 1,8 miliardi, è in arrivo «una nuova fattura di conguaglio» per le banche italiane. A dirlo è Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, a un seminario a Ferrara. E sarà una fattura parecchio salata.

Patuelli non dà cifre — «ho solo incertezza sul quanto e sul quando» — ma secondo fonti a conoscenza del dossier la stima potrebbe essere fino a 1,6-1,8 miliardi, cioè pari alla tranche di versamento al Fondo di Risoluzione che l’anno scorso venne anticipata con un finanziamento di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Ubi e che va rimborsata entro l’anno. A novembre 2015 era stato previsto che la cifra sarebbe stata coperta con l’ammontare della vendita delle quattro good banks. Ma le cose non stanno andando nella direzione sperata. L’unico acquirente rimasto è Ubi (che peraltro esclude dall’offerta CariFerrara) ma l’istituto guidato da Victor Massiah sarebbe disposto a pagare di fatto una cifra simbolica — qualcuno parla di «un euro» ma non ci sono conferme — per Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti. In ogni caso è certo che non ci saranno grosse cifre da girare al venditore, l’Autorità di Risoluzione (Bankitalia).

Ubi in particolare vorrebbe comprare le tre banche ripulite di tutti i crediti deteriorati (sono 4,2 miliardi per le quattro good banks) e per questo i board presieduti da Roberto Nicastro stanno continuando a cercare un acquirente di quei crediti a rischio. Per Ubi — che assorbirebbe oltre 5 mila dipendenti — la scelta nasce dal fatto che dovrà effettuare un aumento di capitale (500 milioni secondo alcune stime) per mantenere l’attuale patrimonio a livello di gruppo. Ubi avrebbe due vantaggi: da un lato la «dote fiscale» derivante dalla perdite delle tre banche; dall’altro l’applicazione dei «modelli interni» di valutazione dei crediti nelle nuove banche. Ma la partita non è ancora chiusa: si attende il via libera della Bce.

Intanto ieri Mps in Borsa ha vissuto un altro boom, +22% a 0,26 euro (finora il maggiore rialzo in una sola seduta), con scambi pari al 6,9% del capitale: il mercato ha fatto leva sulle indiscrezioni relative a un interesse del fondo sovrano Qia, del Qatar. Il ceo Marco Morelli — ieri ricevuto in Consob con il presidente Massimo Tononi per spiegare la versione di Mps sul caso di Corrado Passera — e le banche del consorzio targato JPMorgan-Mediobanca ripartiranno oggi per Londra per un secondo giro di incontri con i fondi, con l’obiettivo di stringere impegni di investimento prima dell’assemblea del 24 novembre. Sempre ieri sono arrivate le offerte di Cerved e DoBank per l’acquisto della piattaforma «Juliet» di gestione dei crediti deteriorati: la decisione lunedì 14.

Fabrizio Massaro

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