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Patuelli: proroga Eba per la flessibilità sui crediti

«È necessario evitare di confermare norme pensate prima del Covid» e in particolare quel calendar provisioning che prevede la svalutazione anticipata di crediti che possono deteriorarsi». E di pari passo «non deve essere troppo frettoloso il passaggio dalle regole bancarie proprie dell’emergenza Covid a quelle post pandemia, oltretutto quando la pandemia è ancora in atto e non si sa quando finirà». Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, sintetizza in modo efficace le necessità delle banche italiane ora che una forma di ripresa comincia a prendere corpo. Se cambiare le regole del calendar provisiong richiede tempo, visto che sono state fissate nelle direttive europee, la flessibilità sulle regole bancarie introdotta dalle Autorità europee, Eba e Bce, dopo il Covid può essere prorogata. Su questo aspetto si è dimostrato possibilista il governatore della Banca d’Italia rispondendo a quanto sollecitato dal dg dell’Abi, Giovanni Sabatini. «La flessibilità consentita da Eba di non procedere alle riclassificazioni delle esposizioni oggetto di moratorie scadrà il 30 settembre, in una fase in cui è ancora massima l’incertezza – ha osservato ieri il dg dopo l’intervento del governatore all’esecutivo Abi –. Sarebbe necessario che questo termine fosse prorogato ancora fino a fine anno ma anche oltre, per cercare di dare tempo alle imprese di metabolizzare questa fase. Contemporaneamente anche la proroga consentita dal decreto agosto delle moratorie disposte ex lege, ora con scadenza gennaio 2021 ,avrebbe bisogno di un orizzonte temporale sicuramente più lungo, almeno fino a giugno 2021».

Nel suo discorso di apertura Patuelli ha ricordato gli sforzi sostenuti dalle banche per garantire la liquidità alle imprese, sia con le moratorie (2,7 milioni per 300 miliardi di mutui) che con i prestiti garantiti dal Fondo per le Pmi e da Sace. Sforzi che ieri anche Visco ha riconosciuto. Il presidente dell’Abi ha continuato a mostrarsi scettico sulla possibilità che si possa accedere in tempi rapidi ai fondi del Recovery Fund e per questo guarda alla legge di bilancio che comincerà a prendere forma dalla prossima settimana. «Importantissime sono le decisioni della Ue per gli investimenti per la ripresa – ha osservato – ma saranno non velocissime le procedure di adozione e di ratifica da parte degli organi costituzionali di ben 27 Stati nazionali. Quindi non è imminente l’arrivo dei fondi europei tanto attesi ed utili. Pertanto, a maggior ragione, occorre che la legge italiana di bilancio per il 2021 sia anche orientata decisamente da subito al sostegno dello sviluppo. In tal senso è molto importante l’adozione di una nuova e rafforzata Ace per favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese».

Sabatini ieri ha posto l’attenzione anche sulle nuove soglie che fanno scattare il default di imprese e privati e la cui entrata in vigore non può andare il oltre il primo gennaio 2021. «Si tratta di una soglia per le imprese di 500 euro a fronte dell’1% del totale delle esposizioni per le imprese e di 100 euro a fronte dell’1 per cento delle esposizioni per i privati – ha spiegato -. Sono soglie molto rigide già in condizioni di normalità, in questa fase andranno ad aumentare il rischio di avere una crescita di posizioni deteriorate. La loro entrata in vigore dovrebbe essere dilazionata nel tempo». In tema di calender provisionin g ha ricordato che andrebbero tenuti in conto dell’effetto delle moratorie e dei tempi lunghi, nella giustizia italiana, per l’escussione delle garanzie pubbliche sui prestiti.

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