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Patuelli: «Innovazione hi-tech più forte nel settore bancario»

«Il settore bancario? È uno di quelli dove la spinta all’innovazione è maggiore», per il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. E la dimostrazione, osserva, sta nel fatto che proprio le banche «sono state tra i soggetti che più di tutti hanno saputo cambiare le abitudini delle persone. Portando la banca nelle case e negli uffici, molto spesso grazie a soluzioni tecnologiche semplici e immediate». Un ragionamento, quello di Patuelli, fatto al termine del Forum Abi Lab, che si è chiuso ieri nella sede del Sole 24 Ore di Milano: al centro della due giorni, il tema della digital transformation, dall’automatizzazione dei processi aziendali al cloud, dai social network ai nuovi modelli di business pensati su misura per i clienti digitali.
Molto è stato fatto, molto si può ancora fare. «Non siamo paghi», assicura Patuelli, ricordando che «la dematerializzazione non è altro che il terzo stadio di quel lungo processo di sviluppo che ha visto prima la monetazione metallica e poi, fino alla fine degli anni ’90, il dominio della carta». Ora è come se, liberata dal “peso” del materiale, l’innovazione avesse iniziato un’accelerazione di cui si colgono solo i primi frutti: «Oggi ci sono alcune procedure di massa che trovano il punto più alto di ricerca proprio all’interno delle banche», dice ancora Patuelli, pensando ad esempio a tutto ciò che è cloud computing, monetica, smart working. Sfide che implicano investimenti importanti, capaci però di «impattare pesantemente sulla vita quotidiana delle persone, perché offrono maggiore libertà: di spendere il tempo in altro modo anziché facendo una coda allo sportello, e di utilizzare al meglio tutto ciò che si risparmia effettuando le operazioni via Internet». Non a caso, ricorda il presidnete Abi, «mai come in questo momento le banche sono assetate di professionalità elevate in ambito tecnico: servono ingegneri, informatici, designer, figure all’apparenza molto lontane dal nostro mondo». E dall’undicesimo rapporto suIle tendenze del mercato Ict per il settore realizzato dall’Abi, per le banche il budget Ict del il 2015 risulta essere costante o in aumento per tutte le realtà analizzate: il 60% degli istituti si è mantenuto su livelli costanti, mentre il 40% ha formulato un budget superiore al 2014. Dove saranno spese le risorse? Stando all’indagine, tra i progetti relativi ai processi interni al primo posto troviamo la dematerializzazione (90%), che si accompagna ai percorsi di automazione (43%) e reingegnerizzazione dei processi operativi (38%). Guardando ai filoni di miglioramento e adeguamento dei sistemi It e Tlc troviamo come prioritarie le iniziative di modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche (57%), a seguire la revisione dei progetti It (29%) e l’adeguamento dei postazioni di lavoro (24%). Nell’ambito dei canali, troviamo progetti di potenziamento di mobile banking e payment (81%) e di sviluppo della multicanalità (71%), che rappresentano ambiti di forte rilevanza e priorità per le banche. Infine, l’indagine evidenzia che tra le iniziative che raggiungono l’obiettivo di conseguire il ritorno nel breve periodo ( max 1 anno), troviamo al primo posto le iniziative orientate all’automazione dei processi operativi (56%), sui temi di sicurezza (50%) e a seguire le iniziative di mobile banking e mobile payment (35%).

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