Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Il patto di stabilità va rivisto e adeguato alle nuove sfide»

ROMA Sul Mes si è «raggiunto all’Eurogruppo un accordo di principio che si limita a riproporre la configurazione attuale del Mes come strumento di gestione delle crisi senza introdurre alcun meccanismo automatico di ristrutturazione del debito né attribuendo al Mes funzioni di sorveglianza di bilancio».

Lo assicurato ieri il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, spiegando che «l’unica innovazione è la possibilità che il Mes funga da backstop (dei salvataggi bancari) senza alcuna condizionalità e nel rispetto delle regole e procedure europee di gestione delle crisi bancarie».

Mentre la maggioranza sta elaborando la bozza di risoluzione che sottoporrà al governo prima del Consiglio europeo di giovedì, Gualtieri interviene al Rome Investment Forum dando dettagli dei negoziati in corso: «L’Italia ha detto che una revisione del trattamento prudenziale dei titoli di Stato sarebbe dannosa e inopportuna, renderebbe l’Ue l’unica giurisdizione priva di un asset liquido a rischio a zero». «La nettezza della nostra posizione non significa però che non ci sia disponibilità a ragionare, in parallelo all’introduzione di uno schema di garanzia dei depositi, su incentivi a una diversificazione di tutti i portafogli, non solo in titoli di Stato».

Prima di partecipare al Forum, anche lui a Roma, Paolo Gentiloni ha detto in un’intervista a un quotidiano tedesco che «il patto di stabilità è stato pensato in un momento di crisi, e ora va rivisto. Queste regole sono nate in un momento particolare, nel contesto di una crisi. Ora però da questa crisi siamo fuori e il pericolo di avere, per un lungo periodo, una crescita bassa e una bassa inflazione».

Lo stesso Gentiloni, al Forum, ammette che per i prossimi due anni «ci sia un rebound della crescita significativo» dopo che l’Eurozona ha visto una frenata quest’anno a circa l’1,1% contro una media degli anni scorsi del 2%». Insomma: « Non siamo alla vigilia di una recessione ma di un rallentamento», concentrato nel settore manifatturiero e nei Paesi più esposti a export e scambi, «non a caso Germania e Italia».

Mentre sul Mes «di tutto abbiamo bisogno tranne che di una fiammata di autolesionismo, di cui ogni tanto purtroppo il nostro Paese è protagonista. Paghiamo prezzi politici rilevanti».

Emergono intanto i dettagli della risoluzione di maggioranza sul Mes. Si legge nel testo: «Condizionare l’adozione di ogni decisione vincolante in merito alla revisione del Mes alla finalizzazione, ancora non conclusa, del suo processo di riforma attraverso la definizione delle regole e delle procedure delle Cacs evitando l’applicazione dei principi della single limb» (che agevolerebbero e accelererebbero il processo di ristrutturazione ndr); «escludere qualsiasi meccanismo che implichi una ristrutturazione automatica del debito pubblico». La maggioranza dovrebbe impegnare il governo anche ad «assicurare l’equilibrio dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Uem (cosiddetta logica di pacchetto Mes, Bicc, Unione bancaria) approfondendo i punti critici». Le opposizioni intanto vanno all’attacco, con Salvini che dice che «ci stanno svendendo alla Ue per salvare la poltrona».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa