Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Patto, si tratta sulla flessibilità

Mai forse il concetto della flessibilità nell’applicazione del Patto di Stabilità e di Crescita è stato discusso e negoziato come in questi giorni nel mondo comunitario. Tra ieri e oggi i Ventotto devono trovare un accordo politico sul modo in cui interpretare il trattato e valutare l’andamento dei conti pubblici. La partita è tra la Germania e l’Italia: tra chi crede nel rispetto delle regole, riflesso di serietà e credibilità; e chi invece teme che norme troppo rigide siano deleterie.
Il Consiglio europeo, riunito prima a Ypres e poi a Bruxelles, appariva ieri sera diviso. Dinanzi alla debolezza dell’economia europea, la Germania e altri Paesi sono disposti a formalizzare in qualche modo la crescente flessibilità con la quale il Patto è già stato applicato in questi ultimi anni. L’Italia, insieme ad altri Stati membri, vuole introdurre ulteriore flessibilità. Nessuno comunque vuole modificare nella sostanza le regole del Patto di Stabilità e di Crescita.
Due documenti verranno pubblicati oggi alla fine della due-giorni di lavoro, iniziati con una commemorazione a Ypres, città martire nelle Fiandre belghe, del centenario della Prima guerra mondiale. Da un lato, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha messo a punto quattro pagine di linee-guida per la nuova Commissione europea. Dall’altro, le delegazioni nazionali hanno preparato un canovaccio di conclusioni del vertice europeo.
Nel primo dei due documenti si legge che «occorre fare un buon uso della flessibilità» contenuta nelle «regole attuali del Patto di crescita e stabilità». Nelle conclusioni, ancora oggetto di negoziato diplomatico in queste ore affannose, si precisa: «Le riforme strutturali che rilanciano la crescita e migliorano la sostenibilità dei conti pubblici devono essere promosse, anche attraverso una valutazione più integrata delle misure fiscali e delle riforme strutturali».
Ieri sera, l’Italia non era felice del linguaggio utilizzato nei due testi perché nei fatti le due frasi non fanno che formalizzare l’esistente. Da anni ormai, ossia dal 2003 quando Francia e Germania non furono punite dall’Ecofin nonostante un deficit superiore al 3% del prodotto interno lordo, il Patto è flessibile. Più volte negli anni successivi l’applicazione è stata ulteriormente allentata. Tra le altre cose, dal 2005, la Commissione europea guarda più al deficit strutturale che al deficit nominale.
Neppure l’idea di considerare le riforme nel valutare l’andamento dei conti è una novità. Anche in questo caso, il Consiglio europeo sembra voler formalizzare una scelta già presa più volte. Nel 2012, Parigi e Madrid ricevettero più tempo per ridurre il deficit, purché in cambio presentassero un piano di riforme. Nei fatti, anche all’Italia è stato concesso un periodo di grazia: quest’anno, nonostante i molti dubbi sui conti italiani, Bruxelles non ha chiesto una manovra di aggiustamento.
In questi giorni, il cancelliere Angela Merkel ha sottolineato che il Patto «costituisce un quadro eccellente. Fissa regole chiare e offre una moltitudine di possibilità per la flessibilità». Ad alcuni, la presa di posizione è sembrata una apertura. È probabile invece che dietro alle parole della signora Merkel ci sia il tentativo di smorzare le tentazioni italiane, di disinnescare le pressioni del premier Matteo Renzi. Mentre la Germania è pronta a formalizzare l’esistente, l’Italia vuole fare un passo ulteriore.
La diplomazia italiana è consapevole della maggiore flessibilità con cui si sta applicando il Patto, ma teme che nei prossimi anni ci possa essere ai danni del Paese una procedura per debito eccessivo. In questa circostanza, sa che potrà appellarsi ai fattori rilevanti per chiedere maggiori margini di manovra, ma vuole evitare di dover agire ex post. Nel negoziato di queste ore, il tentativo dell’Italia è di ottenere a monte un atteggiamento più flessibile da parte delle autorità europee.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa