Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Patto marciano, prestiti snelli

Con il patto Marciano per le imprese più denaro a credito, a lunghissimo termine (fino a 30 anni) e a tassi più bassi. La chance, almeno sulla carta, è offerta dallo sfruttamento di forme di garanzie varate da poco dal legislatore e che stanno muovendo i primi passi nell’operatività quotidiana. Si parla del «finanziamento alle imprese garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato» (diventato noto come «patto marciano») e anche del «pegno mobiliare non possessorio», oggetto entrambe di un «accordo per il credito e la valorizzazione delle nuove figure di garanzia», siglato il 12 febbraio 2018, tra l’Abi e Confindustria). Le banche che aderiranno all’accordo dovranno darne evidenza sul proprio sito internet.

Lo scenario. Il dl n. 59/2016 ha introdotto nuove figure di garanzia: il «pegno mobiliare non possessorio» e il «finanziamento alle imprese garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato». Lo scopo del «patto marciano» è dare in mano alle banche una chance di recuperare i quattrini dati in prestito al di fuori del farraginoso processo esecutivo civile in tribunale: l’istituto di credito vende il bene in garanzia e, se ne avanza, dà il residuo al creditore, che può essere liberato dal debito in caso di ricavato inferiore all’esposizione.

Il pegno mobiliare non possessorio, invece, consente al debitore-imprenditore di continuare a utilizzare per l’esercizio dell’impresa i beni offerti in garanzia e quindi di avere credito continuando a lavorare con i beni dati in pegno (di cui non si deve spossessare).

In sostanza se le banche sono più tranquille anche alle imprese arriverà maggiore liquidità per il business.

L’accordo Abi-Confindustria vuole sensibilizzare e incentivare sia il mondo delle imprese sia il settore finanziario e, per questo, fissa alcune regole di dettaglio. Tenendo presente una cosa molto importante: l’accordo non vincola le banche a concedere fidi. Si legge, infatti, che la realizzazione delle operazioni è rimessa all’autonomia delle banche e degli intermediari finanziari e delle imprese nel singolo contratto di finanziamento, senza alcuna forma di automatismo nella concessione del credito o nella realizzazione delle operazioni.

Per quanto si possano incentivare fidi e garanzie, la valutazione del merito creditizio, appannaggio delle banche, prevale sempre. Ma passiamo a esaminare i contenuti tecnici dell’accordo, valido fino al 31 dicembre 2019.

Patto marciano. Al di là delle classificazioni astratte dell’operazione (se sia o non forbeance, cioè rinegoziazione concessa dalla banca) il patto marciano può essere usato anche nei confronti di imprese che abbiano posizioni debitorie classificate dalla banca come «inadempienze probabili» o esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni; in questi ultimi casi potrà essere prevista anche una revisione delle condizioni economiche.

Alcune misure modulano l’operatività della garanzia.

Si può prevedere che in presenza di una stima del valore dell’immobile che si discosti, per eccesso o per difetto, rispetto a una soglia predeterminata dai contraenti, dal valore stimato all’atto del finanziamento o da altri parametri o da valori anche determinati sulla base di condizioni e modalità contrattualmente individuate, ciascuno dei contraenti stessi possa decidere unilateralmente di interrompere l’esecuzione della clausola, ferma restando l’efficacia del contratto di finanziamento e l’esperibilità della procedura esecutiva ordinaria a tutela della banca. Questo significa neutralizzare possibili esiti speculativi e, ad esempio, impedire valori di realizzo che rappresentano una svendita ai danni del debitore, anche se il ricavato sia capiente per soddisfare il credito.

Un’altra cautela prevede la possibilità, in presenza di una stima dell’immobile superiore all’ammontare del debito inadempiuto, di procedere alla vendita dell’immobile dato in garanzia avvalendosi di un soggetto specializzato individuato sulla base di quanto contrattualmente stabilito e alle condizioni e modalità concordate e comunque a un prezzo non inferiore alla stima del valore dell’immobile con l’obiettivo di procedere all’estinzione del debito e al versamento al debitore della differenza positiva; in tal caso, l’accordo prevede la sospensione degli interessi moratori e l’esclusione di ulteriori oneri a carico dell’impresa e le parti potranno concordare il differimento del pagamento della citata differenza positiva.

Nel contratto si può, poi, regolamentare il caso di mancata vendita dell’immobile, stabilendo l’interruzione dell’esecuzione del patto. L’interruzione potrà essere subordinata al ricorrere di scostamenti contrattualmente individuati tra la stima e la migliore offerta di mercato ricevuta dal soggetto specializzato.

Come in tutte le altre ipotesi in cui il patto marciano è bloccato, l’accordo prevede che rimane sempre in piedi il contratto di finanziamento e per avere i propri soldi indietro la banca può rivolgersi ai tribunali con l’espropriazione regolata dal codice di procedura civile. In maniera speculare, specifiche clausole potranno essere introdotte, a tutela del debitore, nel caso in cui la stima dell’immobile sia inferiore al debito inadempiuto e il contratto non preveda il trasferimento del bene alla banca.

Anzi è proprio questa un’altra clausola disegnata dall’accordo e cioè il trasferimento, sospensivamente condizionato, di un bene immobile e, quindi, l’acquisto da parte della banca della proprietà dello stesso, con conseguente integrale estinzione del debito dell’impresa e, quindi, l’effetto liberatorio per la stessa. Il patto marciano può essere associato a una contestuale concessione d’ipoteca, per permettere il ricorso alle procedure esecutive ordinarie. Le eventuali clausole previste nei contratti volte a integrare la disciplina legale della nuova garanzia individuano tempi certi per l’esercizio delle facoltà dalle stesse previste.

Con riferimento ai nuovi contratti di finanziamento, l’introduzione del Patto Marciano va a braccetto con condizioni di favore per l’impresa debitrice.

Quest’ultima potrà aspettarsi un trattamento di favore su: l’ammontare del finanziamento; durata del finanziamento, con possibilità di giungere fino a 30 anni in relazione alla tipologia di immobile dato a garanzia; riduzione del costo del finanziamento. Anche con riferimento invece ai contratti di finanziamento in essere, l’inserimento di una clausola per il trasferimento, sospensivamente condizionato, di un bene immobile, dice l’accordo, si accompagna a previsioni di favore come l’aumento della durata del finanziamento, con possibilità di giungere fino a trenta anni in relazione alla tipologia di immobile dato a garanzia. In caso di aumento della durata del finanziamento sarà possibile prevedere un aumento del tasso di interesse applicato all’operazione che assicuri comunque una riduzione apprezzabile della rata e che tenga conto della struttura per scadenza dei tassi. Tutto ciò vale anche in caso di surroga.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’assemblea della Popolare di Sondrio, convocata l’11 maggio, avrà per la prima volta in 150 an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo mesi di battaglia legale e mediatica, Veolia e Suez annunciano di aver raggiunto un accordo per...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La sfida all’ultimo chip tra Stati Uniti e Cina sta creando un «nuovo ordine mondiale dei semicon...

Oggi sulla stampa