Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Patto fiscale, missione a Berna

Missione italiana a fine giugno in Svizzera. Sull’accordo fiscale Italia-Svizzera prossimo venturo i tecnici del ministero dell’economia, o, come sono stati battezzati dal resoconto dell’incontro del Mef di ieri, il gruppo di pilotaggio planerà a Berna a fine giugno per intensificare i lavori sui punti all’ordine del giorno nei rapporti fiscali tra i due paesi.

Nel mezzo l’incontro del 12 giugno del presidente del consiglio italiano, Mario Monti, con la presidente della Confederazione Svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf a Roma. In particolare, si è discusso del modello di convenzione sulla regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da contribuenti non residenti e sull’introduzione di un’imposta alla fonte sui futuri redditi da capitale. Le discussioni hanno riguardato tra l’altro pure l’accesso ai mercati finanziari, le black list esistenti, la revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni (anche con riferimento allo scambio di informazioni) e l’accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri. I temi in discussione sono dunque quelli che, come annunciato dalla nota dello scorso 10 maggio, dovranno far arrivare i due paesi a firmare un accordo fiscale magari sulla stessa struttura di quello siglato già da Gran Bretagna e Germania. L’accordo più in sintonia, infatti, con le regole europee sembrerebbe e quindi idoneo a superare eventuali censure Ue è quello tedesco. In sostanza l’intesa siglata fra Svizzera e Germania si tratta di una imposta liberatoria, riscossa dalla stessa banca e versata in modo anonimo alle autorità fiscali. Il calcolo è effettuato su interessi, dividendi e altri redditi del capitale. Per il pregresso, la Svizzera si impegna a trattenere e rigirare alla Germania fra il 21 e il 41% delle somme evase negli ultimi dieci anni (fra 130 e 180 miliardi di euro). Per il futuro, invece, l’aliquota unica ammonterà a 26,375%. Un simile accordo è stato firmato da Berna nell’agosto 2011 con il Regno Unito con l’intento di portare a casa 5 miliardi di sterline l’anno con una tassazione – rivista per adeguarla ai parametri tedeschi – fra il 21 e il 41% sui depositi pre-esistenti e una tassazione per i prossimi anni fra il 27 e il 48%. Il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli, ha incontrato il Segretario di Stato, Michael Ambühl, al termine dei colloqui.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa