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Patto Edison, un mese in più

di Francesca Basso

MILANO — Era atteso per domani e invece slitta a lunedì l'incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e il numero uno di Edf Henri Proglio per trovare una soluzione al riassetto di Edison. Ufficialmente il motivo sono «le agende da far coincidere». In pratica il ministro avrà più tempo («sto incontrando tutti») per sciogliere il nodo azionisti italiani, raggruppati in Delmi e guidati da A2a. Domani pomeriggio, invece, si riunisce il consiglio di gestione della multiutility lombarda, che a sua volta ha come soci di riferimento i Comuni di Milano e Brescia. Obiettivo era discutere l'esito dell'incontro, che però è stato spostato. Sullo sfondo resta la data del 15 settembre, quando scadranno i patti parasociali tra gli azionisti di Edison.
Romani chiederà ai francesi «di rimandare di un mese l'accordo». «Il governo non vuole entrare nelle questioni azionarie — spiega il ministro — ma non possiamo non avere un occhio di riguardo sugli asset di produzione energetica: è nostro interesse che rimangano italiani». Questa impostazione potrebbe andare incontro alle richieste dei soci di Delmi (tra le ipotesi sul tavolo anche quella che rilevino tutta Edipower). Del resto ieri Andrea Viero, direttore generale di Iren (ha il 15% di Delmi), era sul piede di guerra: ha fatto sapere agli analisti di avere «tutti gli strumenti societari e giuridici» per difendere i propri interessi da eventuali accordi giudicati ingiusti che venissero raggiunti tra A2a e i francesi. L'intesa di marzo bloccata dal governo, che prevedeva il controllo di Edison da parte di Edf con i soci italiani in minoranza e lo spacchettamento di Edipower, non sembra dunque soddisfare i piccoli azionisti ma nemmeno alcuni soci di A2a come il Comune di Milano: «Va rinegoziato in profondità — spiega l'assessore al Bilancio Bruno Tabacci —. Ma come si fa a sedersi a un tavolo se non si sa cosa negoziare?». Per Tabacci il governo dovrebbe «individuare un negoziatore che riesca a trovare un punto di incontro tra gli azionisti italiani, a cominciare da Milano e Brescia. Di fronte a una road map definita si potrebbe ottenere un rinvio tecnico». Un altro nodo da sciogliere è tutto interno ad A2a e investe la governance: «Serve una riflessione critica — sottolinea l'assessore milanese —, forse il sistema duale non è il più adatto, i punti di equilibrio sono più che altro geografici. Se si guarda ai risultati, A2a ha perso la percezione della propria funziona originaria».

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