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Patto di Roma sul salvataggio greco

di Stefania Tamburello

ROMA — Nicolas Sarkozy annuncia da Parigi che le banche francesi sono pronte ad aiutare la Grecia con una significativa rinegoziazione dei debiti. «Non lasceremo cadere Atene, difenderemo l’euro» dice il presidente francese mentre il ministro delle Finanze Christine Lagarde conferma che è già stata definita la bozza del piano. Quasi in contemporanea a Roma i rappresentanti dei principali istituti di credito internazionali discutono sul da farsi per evitare il precipitare della situazione. Ad averli riuniti è il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, nella sua veste di capo del Comitato economico e finanziario della Ue (Cef). Al ministero di via XX Settembre arrivano gli esponenti di Bnp Paribas, Barclays, Société Générale, Commerzbank, Deutsche Bank, Bank of Tokyo e il direttore del l’Institute of International Finance (Iif), Charles Dallara, provenienti dalla sede romana di Intesa Sanpaolo dove hanno iniziato la discussione ospitati dal presidente e dal vicepresidente della banca Andrea Beltratti e Marcello Sala. «Un costruttivo scambio di vedute» nell’obiettivo di «trovare al più presto» una soluzione è l’unico commento sull’esito del dibattito che si sarebbe incentrato sulle modalità della proposta francese. Che sarebbe poi un piano di ristrutturazione volontaria basato sull’allungamento delle scadenze fino a 30 anni su metà del debito greco. Le banche creditrici in pratica reinvestirebbero il 70%dei bond in scadenza da oggi al 2014, per un 50%in titoli trentennali (i cui rendimenti avrebbero una componente variabile indicizzata al Pil ellenico) e per un 20%in titoli a cedola zero di alta qualità. Il piano prevederebbe anche la creazione di un fondo di garanzia per i nuovi titoli. Se ne parlerà all’Eurogruppo convocato per il prossimo fine settimana a Bruxelles per trovare una soluzione al caso Grecia. Fondamentale sarà l’esito del voto del parlamento di Atene sul nuovo programma di risanamento da 78 miliardi presentato ieri dal premier George Papandreou, perché solo il via libera potrebbe sbloccare la quinta tranche, da 12 miliardi, del primo prestito Ue-Fmi concesso ad Atene nel 2010. Per il varo del nuovo piano salva Atene da 110 miliardi, in cui dovrebbe rientrare il coinvolgimento delle banche private con la ristrutturazione proposta da Parigi, occorrerà invece probabilmente attendere la riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin dell’ 11 luglio. Berlino sembra appoggiare l’iniziativa francese anche se gli istituti tedeschi spingono per ottenere più incentivi: «La Grecia è in una situazione molto critica ma non dovremmo affrettarci come chiedono i leader politici. Serve una buona soluzione» sottolinea l’amministratore delegato della Deutsche Bank Josef Ackermann. Separatamente il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari ha definito «incomprensbile» il credit watch deciso da Moody’s sulle banche italiane.

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