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Patto commissorio, procura nulla

Viola il divieto di patto commissorio, ed è quindi affetta da nullità, la procura a vendere un immobile rilasciata dal debitore al creditore, che il creditore stesso possa utilizzare in caso di inadempimento del venditore, per intestarsi un bene del debitore o per cederlo a persona compiacente. È quanto stabilito dalla Cassazione nella sentenza n. 15486 dell’ 8 luglio 2014.
Il patto commissorio è vietato dall’articolo 2744 del Codice civile, secondo il quale «è nullo il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore». Il fondamento del divieto è variamente argomentato. Secondo l’orientamento tradizionale, la nullità del patto commissorio deriverebbe dall’esigenza di riparare il debitore dalle pressioni del creditore per indurlo all’adempimento; e ciò anche per ragioni di tutela degli altri creditori, i quali, dalla cessione di un dato bene che il debitore facesse a un solo dei suoi creditori, vedrebbero diminuita la par condicio creditorum.
Tesi più moderna fonda invece il divieto sulla necessità di tutelare l’interesse sociale di impedire che il patto commissorio divenga una garanzia sostitutiva dei modelli legali (vale a dire: il pegno e l’ipoteca), priva della necessaria corrispondenza tra la soggezione del patrimonio del debitore e l’ammontare del debito. Con il patto commissorio il creditore “incamera” la differenza tra il valore del bene cedutogli dal debitore e l’ammontare del debito; e inoltre il bene ceduto si sottrae alla procedura esecutiva giudiziale, che offre al debitore la garanzia del controllo dei pubblici poteri sulla vendita del bene e ai creditori la garanzia del soddisfacimento delle loro ragioni di credito secondo le priorità stabilite dalla legge. In altri termini, il divieto di patto commissorio esprime un atteggiamento di riprovazione dell’ordinamento verso forme di giustizia privata sostitutive dei rimedi di legge: è per questo che la nullità di cui all’articolo 2744 del Codice civile è stata sempre pacificamente estesa a ogni schema negoziale che, seppur diverso dalla fattispecie descritta nel medesimo articolo 2744, comunque raggiunge il medesimo risultato.

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