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Patto Camfin al capolinea Via all’aumento per Gpi

Fine dell’alleanza anche nella cassaforte della Pirelli. Il consiglio di Gpi, la holding a monte della catena di controllo della Bicocca, ha comunicato ieri l’intenzione di non rinnovare il patto parasociale con Malacalza Investimenti in Camfin, la società a cui fa capo il 25,6% di Pirelli. L’accordo sarà quindi sciolto il 20 luglio dell’anno prossimo, così come il patto di Gpi, disdettato nelle scorse settimane da Marco Tronchetti Provera in seguito alla rottura con i soci genovesi, provocata dalla scelta di Camfin di rimborsare 132 milioni di debito in scadenza attraverso un bond convertibile in azioni Pirelli.
Il bond ha portato allo showdown con la famiglia Malacalza, la quale ieri ha comunicato sia alla Gpi sia all’accomandita di Tronchetti, la Mtp Sapa, il recesso dagli accordi parasociali. Il motivo è il trasferimento del 6% circa di Pirelli al servizio della conversione del bond. Entrambe le società hanno però respinto la richiesta ritenendo «che il presupposto del recesso non si è verificato, come è stato anche confermato dal parere reso dal professor Anelli in quanto trasferimento non rilevante ai sensi del Patto Camfin». Ed è stata quindi comunicata la volontà di non rinnovare l’accordo, deliberata a maggioranza dal board Gpi, così come il rigetto del recesso.
Il Consiglio della cassaforte ha invece votato compatto per l’aumento di capitale di Gpi da 45 milioni, funzionale al rimborso di debiti bancari. Malacalza ha quindi votato a favore, impegnandosi insieme alla Marco Tronchetti Partecipazioni (la newco creata la scorsa settimana a cui è stata conferita la partecipazione in Gpi) e alla Fin.Ap. di Alberto Pirelli a esercitare per intero i diritti.
Il voto all’unanimità non incide sullo stato dei rapporti tra i due soci, che pure dietro le quinte si sta cercando di ricucire in vista del riassetto della catena di controllo della Pirelli, su cui Tronchetti sta lavorando insieme ai fondi Investindustrial di Andrea Bonomi e Clessidra di Claudio Sposito. E proprio Bonomi starebbe cercando di riaprire il dialogo. Ci sarebbe già stato un primo contatto con Mattia Malacalza, che all’inizio di novembre ha sostituito il fratello Davide alla guida di Malacalza Investimenti, che Bonomi già conosce. Certo, la strada è tutta in salita, visto lo stato dei rapporti tra Tronchetti e la famiglia genovese. Ma il presidente della Pirelli vuole comunque sottoporre anche a loro il piano di riassetto, su cui, pur disdettati, i patti di sindacato hanno comunque un peso visto che restano in vita fino a luglio dell’anno prossimo.

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