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Patti e pagamenti certi

Restano i contratti in forma scritta e i pagamenti in tempi certi nella vendita dei prodotti agricoli. Prevale infatti la legge speciale (art. 62 del decreto legge n. 1 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 27/2012) e non la disciplina generale applicabile alla totalità delle transazioni commerciali (dlgs 192/2012). Con una doppia tutela nei rapporti commerciali nel settore delle cessioni di prodotti agricoli: accanto alla giurisdizione del giudice ordinario vi è la competenza in capo alla stessa Agcm. Quest’ultima è incaricata della vigilanza sull’applicazione delle previsioni dell’articolo 62 dl 1 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 27/ 2012 e dell’irrogazione delle sanzioni a carico del contraente che contravvenga agli obblighi agli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 62, quale forma scritta dei contratti in agricoltura, divieto di imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose e fissazione dei termini di pagamento a trenta giorni per le merci deteriorabili e a sessanta per tutte le altre merci. Con il parere del 19 febbraio n. 00503/2015 del consiglio di stato, emesso su un quesito avanzato dall’autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), conferma la vigenza dell’articolo 62 del decreto legge 1/2012 che ha normato sulla disciplina delle cessioni di prodotti agricoli e agroalimentari vietando espressamente alcune pratiche ricorrenti nel settore. Ricordiamo che con successivo dlgs n. 192 /2012, attuativo della direttiva 2011/7/Ue del 16/2/2011 (lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), è stata introdotta una più organica disciplina di contrasti ai ritardi dei pagamenti non del tutto coerente con le previsioni di cui all’articolo 62 del decreto legge n. 1 del 2012 . In sede di applicazione della nuova normativa, di derivazione comunitaria, è emersa una difformità di posizioni interpretative tra gli uffici legislativi del ministero dello sviluppo economico e del ministero delle politiche agricole.

Posizione Mise. Il Mise sostiene che la normativa di derivazione comunitaria ha introdotto una nuova disciplina di carattere generale applicabile alla totalità delle transazioni commerciali. Il Mise richiama le disposizioni preliminari del codice civile, sostenendo che la normativa comunitaria, e la sua traduzione nell’ordinamento nazionale, hanno determinato la tacita abrogazione delle precedente disciplina speciale in materia agricola, che così viene integralmente sostituita dalla nuova normativa generale.

Posizione ministro politiche agricole. Diversamente opinando, il ministero delle politiche agricole, sulla base del canone secondo cui la legge posteriore di carattere generale (dlgs 192 del 9/11/2012) non deroga la legge anteriore di carattere speciale (art. 62 del dl 1 del 2012), sostenendo la non applicabilità del criterio abrogativo, tacito o implicito, sostenuto dal Mise.

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