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Patrimoniale soft, frenata Iva

Sulla patrimoniale si tratta. Sull'Iva si frena. Sulla possibilità di ridurre il peso dell'Irap sul costo del lavoro e sull'anticipo del premio fiscale per la capitalizzazione delle imprese l'Economia studia le strade più efficaci e meno dispendiose. Sullo sfondo restano stabili le quotazioni per un ritorno dell'Ici come una sorta di super-Imu sulla prima casa e per la rivalutazione delle rendite catastali.

Sul pacchetto fiscale le carte il Governo le scoprirà soltanto alla fine, quando lunedì prossimo a mercati chiusi, saranno approvate le misure per fronteggiare la recessione già prevista per il 2012 e per sostenere la crescita. Ma anche davanti ai nuovi sacrifici che verranno chiesti ai contribuenti la parola d'ordine resta l'equità. E sull'equità si gioca la possibilità di introdurre una prelievo soft sui grandi patrimoni. Il fascicolo è aperto e le soluzioni proposte e ancora allo studio dell'Economia sono più di una. Tutte con un comune denominatore: un prelievo di pochi punti millesimali strutturale su patrimoni il cui valore supera almeno il milione di euro. L'Assonime aveva ipotizzato un prelievo sui patrimoni dell'un per mille. Le imprese nel loro manifesto di fine settembre avevano chiesto una tassazione dell'1,5 per mille sui patrimoni oltre un milione e mezzo. Il Pd aveva previsto anche una progressività del prelievo con un'aliquota crescente (fino al 2 per mille) al crescere del valore del patrimonio.

Sulla patrimoniale la trattativa è tra tecnici e anche politica: il Pd la ritiene irrinunciabile in termini di equità, il Pdl la boccia ufficialmente, ma non mancano le aperture. Per Ignazio La Russa «si può discutere, non mi scandalizza». Sul fronte dell'Iva si potrebbe invece registare una frenata. Le perplessità maggiori arrivano dal fatto che l'aumento dell'Iva, già speso in parte ad agosto con il rialzo dal 20 al 21 dell'aliquota ordinaria, almeno sulla carta era tra le voci di finanziamento della delega fiscale. Finanziamento che ora va letto come copertura della clausola di salvaguardia per il pareggio di bilancio: 4 miliardi per il 2012, 16 per il 2013 pari a 20 miliardi a regime dal 2014. Dalle ultime simulazioni ufficiali fatte dall'Economia l'aumento di un punto percentuali delle due aliquote 10% e 21% garantirebbero 6 miliardi di maggiori entrate, che potrebbero superare gli 8 con due punti di aumento della sola aliquota ordinaria del 21 per cento.

Comunque sia, occorre ricordare che lo spostamento del prelievo sui consumi (aumenti Iva) e sui patrimoni (Ici, rendite catatali e patrimoniale) sarano alla base della riduzione del carico fiscale su lavoratori e imprese. In questo senso il pacchetto fiscale in arrivo punterebbe subito, già a partire dall'anno d'imposta 2012, a una riduzione dell'Irap sul costo del lavoro, così come a un premio fiscale per le imprese che si capitalizzano.

Sul fronte Irap le strade possibili per una riduzione del tributo regionale che grava sulla componente lavoro (le altre due che formano il valore della produzione sono gli interessi e gli utili) ruotano su un aumento percentuale delle deduzioni forfettarie oggi previste per i lavoratori dipendenti (4.600 euro all'anno che diventano 9.200 per le unità utilizzate nel Sud d'Italia), nonché su un aumento dell'attuale quota del 10% di deducibilità dalle imposte dirette (Ires e Irpef) del costo del lavoro pagato ai fini Irap. Aumento che metterebbe al riparo il Governo anche da possibili pronunce di illegittimità della Consulta sulla indeducibilità dell'Irap dalle imposte dirette.

Trova sempre più conferme l'idea di anticipare, rispetto ai tempi della delega fiscale, il ritorno nel nostro ordinamento di un premio fiscale alla capitalizzazione. Una riedizione rivista e corretta, ma soprattutto semplificata, della Dual income tax che prenderebbe il nome di Ace (aiuto alla crescita economica) prevedendo l'esclusione dalla base imponibile di quanto corrisponde al rendimento figurativo degli apporti di capitale. Un bonus fiscale per le imprese che puntano alla capitalizzazione e che potrebbe favorire la crescita dimensionale delle imprese o eventuali quotazioni senza un eccessivo ricorso all'indebitamento.

Pacchetto fiscale che non potrà non prevedere una nuova stretta sull'evasione a partire dalla tracciabilità dei pagamenti.
 

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