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Patenti, ricarica da 52 milioni di punti

di Rossella Cadeo

Una ricarica di quasi 52 milioni di punti sta per riversarsi sulle patenti di 25,9 milioni guidatori che sono riusciti a mantenere intatta la loro dote di crediti in quanto mai multati per qualche seria violazione al Codice della strada (cioè comportante una decurtazione, oltre alla sanzione pecuniaria). A essere "premiati" saranno soprattutto i residenti nelle nuove province sarde (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra, Olbia Tempio), dove la percentuale di patenti "immacolate" si aggira tra l'80 e il 90% rispetto al totale delle patenti attive. Meno folta la quota di patentati di Ferrara, Rovigo, Ravenna, Modena e Bologna che possono sperare di veder rimpolpato il proprio punteggio, visto che in queste province solo sei su dieci sono scampati alle decurtazioni.

Un regalo dal ministero delle Infrastrutture questa "ricarica" in arrivo? No, lo stabilisce il Codice della strada: ogni titolare di licenza di guida (da fine giugno 2003, cioè dall'entrata in vigore del sistema della patente a punti) ha una dote di 20 crediti e, ogni due anni senza violazioni con perdite di punteggio, ha automaticamente diritto a un bonus di due punti (fino a un massimo di dieci). A luglio si conclude il quarto biennio per il sistema e sta quindi per scattare il beneficio. Inoltre – tra coloro che avevano già una patente al 30 giugno 2003 – i più "virtuosi" (o i più fortunati o quelli che guidano sulle strade meno presidiate da agenti o autovelox) stanno per conquistare quota 28.

Certo – spiegano dal Ced, Direzione generale per la Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture che ha fornito al Sole 24 Ore i dati per le elaborazioni in pagina – nella pioggia di punti che sta per arrivare occorre fare alcuni distinguo. In quei 25,9 milioni di patentati che al 31 maggio vantano un punteggio pieno, ci sono sia i conducenti che hanno già accumulato il bonus dei primi tre bienni (e quindi sono a quota 26) ma anche le patenti più fresche, quelle cioè rilasciate dal 2003 a oggi e che quindi hanno da 20 a 24 punti. E in ogni caso non tutti possono contare sul bonus: dall'infrazione all'effettiva "sottrazione" di punti da parte del Ced – tra tempi di notifica ed eventuali ricorsi – possono passare diversi mesi e il bonus provvisoriamente attribuito può perciò essere successivamente "revocato" insieme al taglio collegato alla sanzione non ancora registrata.

Ma c'è un altro aspetto da tenere presente: l'ultima riforma del Codice della strada ha previsto che ai neopatentati senza infrazioni con tagli venga dato un extra-punto all'anno (fino a un massimo di tre) quindi a breve (da agosto, primo compleanno della legge 120/2010) potrebbero esserci ulteriori omaggi.

La fotografia delle patenti premiate è confermata – alla rovescia – da quella relativa alle licenze più "impoverite" dai tagli. Sempre secondo i dati forniti dal Ced-Motorizzazione (si veda la tabella sotto), le province che hanno lasciato più punti per strada nell'ultimo biennio sono quelle con la minore concentrazione di patenti intonse, ossia Bologna, Firenze, Pisa, Ravenna: da 60 a 53 tagli ogni 100 patenti (contro una media nazionale di 37). Negli otto anni di sistema (con quasi 300 punti persi ogni 100 patenti) il record tocca a Modena, seguita da Ferrara e Bologna. «Un quadro che tuttavia – sottolineano anche alla Motorizzazione – potrebbe anche spiegarsi con una maggiore celerità da parte degli enti accertatori nell'inserire le violazioni o con una minore propensione a presentare ricorsi da parte dei conducenti».

Dai dati è possibile fare un bilancio provvisorio dei primi otto anni del sistema: in tutto si sono persi poco meno di 71 milioni di punti che "spalmati" su 36 milioni di patenti attive fa due punti a patente. Certo in alcuni casi – per le violazioni più gravi come l'eccesso di velocità o la guida in stato di ebbrezza – si perdono anche dieci punti in un colpo, quindi la dote di alcune patenti sarà senz'altro ridotta all'osso. E poi le medie come sempre nascondono situazioni molto diverse. Ad esempio se si considerano le fasce d'età, si noterà che quelle più giovani (dai 18 ai 34 anni) concentrano appena un quarto delle patenti attive (26%) ma quasi il 40% delle decurtazioni totali dal 2003.

Infine non va dimenticato che la disciplina della patente a punti prevede che – per chi non voglia fare i corsi di recupero – dopo due anni di guida senza tagli vengano ripristinati tutti i 20 crediti: nell'ultimo biennio sono "tornati" per questa strada quasi 11 milioni. E dal 2003, 36,7 milioni, la metà di quelli persi.

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