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Patent box, una scelta al buio

Patent box a scatola chiusa. L’Agenzia delle entrate ha pubblicato ieri il modello per aderire alla tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali (marchi, brevetti, disegni e know-how giuridicamente tutelabili), introdotta dalla legge n. 190/2014. Chi intende far partire l’agevolazione già per l’anno 2015 dovrà trasmetterlo al fisco entro il prossimo 31 dicembre.

Ma a poco più di un mese e mezzo dalla scadenza, imprese e professionisti restano ancora senza risposte su alcuni temi decisivi: a cominciare dal perimetro oggettivo degli intangibles agevolabili, su eventuali distinzioni tra i marchi e brevetti già esistenti e quelli nuovi, come pure sulle modalità di calcolo del reddito agevolabile. Il modello diffuso ieri dalle Entrate, previsto dal dm 30 luglio 2015, consentirà l’accesso al patent box per i primi due periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014, vale a dire per gli esercizi 2015 e 2016 nel caso di soggetti «solari». La trasmissione del modello dovrà avvenire entro la fine del periodo d’imposta in cui l’impresa intende far partire la tassazione agevolata. L’invio telematico sarà effettuato dall’impresa attraverso il software «Patent_Box», direttamente o tramite un intermediario abilitato. Per la data di inoltro farà fede la ricevuta informatica rilasciata dal sistema. Dal 2017, invece, l’opzione sarà comunicata in dichiarazione dei redditi. Il modello di opzione è molto sintetico: devono essere indicati soltanto i dati anagrafici del soggetto che esercita l’opzione, dell’eventuale rappresentante e dell’intermediario (ove presente). Una sorta di «prenotazione», quindi, senza la necessità di rilevare né gli intangibles interessati dall’agevolazione, né le metodologie adottate, né tantomeno i relativi flussi reddituali.

Insomma, l’interesse delle imprese verso il patent box resta forte, al punto che da alcune stime presentate in un convegno nei giorni scorsi sarebbero almeno 700 le aziende pronte a aderire al regime agevolato. Le imprese hanno tutto l’interesse a optare il prima possibile per il patent box, anche in vista delle probabili modifiche restrittive che saranno apportate sui marchi d’impresa a seguito delle raccomandazioni Ocse (si veda ItaliaOggi del 17 ottobre scorso). Nelle scorse settimane Confindustria, Assonime e Fondazione Altagamma hanno chiesto all’Agenzia chiarimenti rapidi, senza i quali le imprese non possono procedere né ai calcoli di convenienza né ad attivare le procedura di ruling (peraltro pure quella complessa e dai tempi incerti, anche alla luce della riorganizzazione interna delle Entrate e dell’uscita di alcuni dirigenti responsabili agli accordi preventivi).

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