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Patent box, proroga a maggio

Proroga di 30 giorni per l’invio della documentazione per il Patent box. Dead line spostata al 30 maggio rispetto alla scadenza prevista dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 1° dicembre 2015, che fissava al 30 aprile il termine per l’integrazione della documentazione da parte dei contribuenti che già per l’anno di imposta 2015 vogliono avvalersi dell’agevolazione prevista dalla legge di Stabilità 2015 per i marchi e brevetti.

Il nuovo provvedimento firmato da Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate, grazie al quale gli iniziali 120 giorni arriveranno a 150, è in corso di pubblicazione. E interverrà sul punto 6.1. del provvedimento di dicembre, rubricato «integrazione della documentazione», che riguarda le carte da presentare per i contribuenti che vogliono mettere in sicurezza già dal 2015 i benefici dello sgravio di imposta.

Il primo step ha previsto, entro il 31 dicembre, l’invio della domanda con i dati anagrafici dell’azienda o della stabile organizzazione, la proposta di accordo preventivo, la tipologia dei beni immateriali agevolati e dell’attività di ricerca e sviluppo svolta.

Dopo questa fase, che ha visto recapitare agli uffici dell’agenzia 4.500 istanze, le imprese avrebbero avuto 120 giorni per presentare la documentazione di supporto ma, in assenza della nuova circolare esplicativa (dopo la 36/2015) che dovrà intervenire a chiarire i criteri materiali di calcolo del quantum agevolativo, l’Agenzia ha deciso di concedere più tempo ai contribuenti che al momento sono operativamente con le mani legate. Il che lascia ovviamente capire che in tempi stretti sarà diramata la nuova circolare.

La documentazione di supporto dovrà essere inviata in carta libera e spedita o tramite raccomandata o consegnata a mano all’ufficio accordi preventivo e controversie internazionali dell’Agenzia delle entrate, nelle sedi di Roma o Milano. Se dall’esame della pratica arriva l’ok del fisco, l’impresa riceve un invito a comparire. Con questo appuntamento si verificano la completezza delle informazioni trasmesse e la definizione del calendario dei successivi adempimenti. Il tutto per approdare a un accordo vincolante per fisco e contribuenti per cinque anni. Il periodo di validità decorrerà dall’anno di presentazione dell’istanza: ciò vuol dire che una domanda di accordo presentata nel dicembre 2015, trattata per tutto il 2016 e finalizzata nel 2017 avrà effetto sugli anni 2015-2019. L’impresa, però, potrà materialmente beneficiare dell’agevolazione sul reddito solo a partire dall’anno di firma (in questo caso il 2017, ossia nella dichiarazione dei redditi Unico/2018). Il beneficio, che prevede una tassazione agevolata sui redditi derivanti dai beni immateriali, fissando una deduzione dal reddito pari al 30% nel 2015, 40% nel 2016 e 50% nel 2017, potrà così essere recuperato retroattivamente tramite variazione in diminuzione oppure presentando un’integrativa a favore sulle precedenti annualità.

La geografia del Patent box. Secondo i dati delle Entrate, la prima regione per numero di adesioni è stata la Lombardia, con 1.240 richieste. Ottimi risultati anche in Veneto (706 istanze) e in Emilia Romagna (636). In Piemonte e in Toscana sono state presentate rispettivamente 378 e 367 richieste; il Lazio e la Campania raggiungono invece quota 286 e 144. Le imprese hanno scelto di aderire al Patent box per tutelare i redditi derivanti dall’utilizzo dei marchi (36%), dal know how (22%) e dai brevetti (18%). Il 14% delle richieste interessa, invece, disegni e modelli mentre il 10% riguarda i software. La maggior parte delle richieste arrivano dalle aziende con fatturato compreso tra i 10 e i 50 milioni di euro (circa 1.300 domande). Subito dopo si collocano le imprese con ricavi tra uno e 5 milioni. Bene anche le piccole e medie imprese con fatturato inferiore al milione di euro, che hanno presentato più di 600 richieste.

Cristina Bartelli

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