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Patent box, l’Agenzia prepara il ruling

Sono giorni convulsi per il Patent box. Domani,30 giugno, è scadenza oltre la quale, salvo novità dell’ultima ora, non sarà più possibile accedere al regime per i marchi e, probabilmente, per il know-how. Non solo i contribuenti interessati si stanno cimentando in una corsa contro il tempo: anche taluni uffici si sono già attivati per verificare a stretto giro l’ammissibilità delle istanze presentate in questi giorni.
Nel frattempo, come anticipato ieri (si veda «Il Sole 24 Ore» del 27 giugno), l’agenzia delle Entrate sta già inviando, ove ne ricorrano i presupposti, dichiarazioni di ammissibilità per i soggetti che hanno presentato l’istanza entro la fine dello scorso anno.
Primo feedback delle Entrate
Il provvedimento dell’agenzia Entrate n. 154278 del 1° dicembre 2015 prevede, all’articolo 7, la possibilità che l’istanza sia rigettata «quando è carente degli elementi di cui al punto 2.3» del Provvedimento stesso. Si tratta dei cosiddetti elementi essenziali imposti dal provvedimento in predicato, ovvero (in sintesi):
denominazione dell’impresa, sede legale o domicilio fiscale, se diverso dalla sede;
codice fiscale e/o partita Iva;
indicazione dell’oggetto dell’accordo preventivo, consistente (alternativamente) nella preventiva definizione, in contraddittorio, dei metodi e criteri di calcolo:
del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa o della perdita,in caso di utilizzo diretto (ergo,“utilizzo interno” alla società stessa) dei beni immateriali di cui all’articolo 6 del Dm 30 luglio 2015;
del contributo economico in caso di utilizzo “indiretto” (operazioni intercompany) degli intangibles in predicato;
della plusvalenza derivante dalla vendita dell’intangibile, secondo quanto delineato dall’articolo 10 del citato decreto ministeriale.
indicazione della tipologia di bene immateriale (nonchè del relativo “romanino” riportato nel decreto) e dell’eventuale vincolo di complementarietà tra due o più intangibles (anche se tra loro di diversa natura);
indicazione della tipologia di attività di ricerca e sviluppo (anche qui, riportando il “romanino” di riferimento), senza dimenticare il “diretto collegamento” della stessa con lo sviluppo, il mantenimento e l’accrescimento del valore dei citati beni intangibili.
L’istanza risulta quindi particolarmente delicata, poiché una banale dimenticanza può comportare il rigetto della stessa. Tuttavia, per i soggetti incorsi in tali errori ci potrebbe essere una seconda chance: il rigetto può essere evitato laddove l’ufficio possa desumere, mediante ulteriore attività istruttoria, gli elementi “mancanti” o non sufficientemente definiti. In tale caso, il termine utile per il rigetto dell’istanza rimane sospeso per il periodo necessario al completamento della stessa.
Mentre è previsto che il rigetto venga comunicato dall’ufficio con provvedimento motivato, non vi è alcuna previsione circa l’obbligo, da parte dell’ufficio, di inviare all’istante una conferma di ammissibilità al ruling. Pertanto, secondo il tenore letterale della disposizione, la mancanza di un diniego motivato entro i termini stabiliti dovrebbe valere quale silenzio-assenso. All’atto pratico si sta assistendo alla ricezione di “dichiarazioni di ammissibilità” (come nell’esempio qui a lato, in parete, riportato) che hanno il pregio di sancire senza dubbi l’ingresso alla fase del ruling.
Tempi più stretti dal 1° luglio
Il provvedimento dell’agenzia delle Entrate n. 154278/2015 specifica, all’articolo 7, che il termine dell’ufficio per comunicare l’eventuale rigetto è fissato in 180 giorni per tutte le istanze presentate fino al prossimo 30 giugno. Le istanze presentate a partire dal prossimo 1° luglio entreranno,invece, nella fase “a regime”, che prevede un riscontro molto più rapido: l’eventuale rigetto dovrà, infatti, essere comunicato entro 30 giorni dal deposito dell’istanza. I contribuenti interessati potranno predisporre e depositare l’istanza, attendere l’esito positivo della stessa e, ricevuto il benestare (o quantomento non ricevuto alcun diniego) provvedere alla preparazione della (a volte ponderosa) documentazione integrativa.

Enrico Holzmiller

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