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Patent box, invii agli sgoccioli

Ultimi giorni per poter inviare la documentazione integrativa dell’istanza di ruling: i 120 giorni dall’istanza presentata entro il 31 dicembre 2015 stanno per scadere. La documentazione integrativa deve essere inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento oppure tramite consegna direttamente all’ufficio, che rilascia attestazione di avvenuta ricezione. Da quanto lasciato trapelare dal ministero, entro aprile dovrebbe uscire un’apposita circolare che dovrebbe chiarire molti dubbi e fornire precisazioni sui metodi di calcolo da applicare, ma per diverse imprese potrebbe essere tardi, se vogliono proporre loro un metodo utilizzabile, già in sede di integrazione dell’istanza. È quindi opportuno che inizino a predisporre il materiale, restando pronte a integrare o tagliare lo stesso all’ultimo secondo.

Documentazione integrativa da presentare in base all’oggetto dell’istanza. L’impresa, a seconda del tipo di istanza che ha presentato, deve fornire la documentazione integrativa inerente. Le istanze potevano avere tre tipologie diverse di oggetto. La prima tipologia aveva come oggetto la preventiva determinazione dei metodi e dei criteri di calcolo del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa o della perdita, in caso di utilizzo diretto dei beni. L’istanza dovrà essere integrata dalla documentazione idonea a distinguere analiticamente i beni immateriali dal cui impiego diretto deriva la produzione della quota di reddito di impresa agevolabile. Se l’impresa ha inserito nel ruling che il bene ha il vincolo di complementarietà dovrà dettagliare anche gli immateriali collegabili e come questi sono utilizzati congiuntamente. Dovrà evidenziare perché sono trattabili come un unico bene immateriale, ai fini dell’agevolazione nell’ambito della realizzazione di un prodotto o processo. L’impresa dovrà essere capace di fornire la chiara descrizione dell’attività di ricerca e sviluppo svolta nel triennio precedente e nel 2015 e del diretto collegamento della stessa con lo sviluppo, il mantenimento, nonché l’incremento di valore dei beni. Nel caso l’istanza di ruling sia presentata da una Grande impresa, quest’ultima dovrà spiegare dettagliatamente i metodi e i criteri di calcolo del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa o della perdita, dei beni e i motivi per le quali tali metodi e criteri sono stati scelti. Solo nel caso che l’istanza sia presentata da microimprese, piccole e medie imprese, non è obbligatorio per l’impresa illustrare i metodi e i criteri di calcolo del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa o della perdita dei beni. I predetti metodi e criteri potranno essere determinati in contraddittorio con l’ufficio nel corso della procedura di accordo preventivo. Resta da valutare anche ai fini degli accordi Ocse a cui impresa Italia sembra doversi adeguare se per marchi e know how, non sarebbe opportuno presentare già, anche per le Pmi, il sistema di calcolo. Si presume che la circolare farà chiarezza su questo aspetto, ma le imprese devono iniziare a prepararsi.

La seconda tipologia di istanza aveva come oggetto la preventiva definizione, in contraddittorio, dei metodi e dei criteri di calcolo dei redditi derivanti dall’utilizzo dei beni immateriali, in ipotesi diverse da quelle di cui al precedente punto, realizzati nell’ambito di operazioni con società che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa.

In questo caso l’impresa deve fornire la documentazione in grado di individuare analiticamente i beni immateriali dalla cui concessione in uso deriva la produzione della quota di reddito di impresa agevolabile e indicare dettagliatamente il vincolo di complementarietà, qualora esistente, tra i beni immateriali, concessi in uso congiuntamente, ai fini dell’agevolazione. L’impresa dovrà indicare nella documentazione le società che direttamente o indirettamente, controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa con le quali dette operazioni sono effettuate. La documentazione dovrà fornire l’indicazione analitica dei canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali e dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti connessi ai predetti beni immateriali; e una dettagliata descrizione dell’attività di ricerca e sviluppo svolta e del diretto collegamento della stessa con lo sviluppo, il mantenimento, nonché l’accrescimento del valore dei beni, illustrare dettagliatamente i metodi e i criteri di calcolo del reddito d’impresa o della perdita, derivante dalla concessione in uso dei beni e le ragioni per le quali tali metodi e criteri sono stati selezionati. Il reddito d’impresa o la perdita, provenienti dalla concessione in uso dei beni sono determinati sulla base degli standard internazionali rilevanti elaborati dall’Ocse con specifico riferimento alle linee guida Ocse in materia di prezzi di trasferimento.

La terza tipologia di istanza aveva come oggetto la preventiva definizione dei metodi e dei criteri di calcolo delle plusvalenze, realizzate nell’ambito di operazioni con società che direttamente o indirettamente, controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa. In quest’ultimo caso l’istanza dovrà essere corredata dalla documentazione atta a individuare analiticamente i beni immateriali dalla cui cessione deriva la produzione della plusvalenza da escludere dal reddito d’impresa e indicare dettagliatamente il vincolo di complementarietà, qualora esistente, tra i beni immateriali ceduti e che hanno consentito alla realizzazione della plusvalenza. L’impresa dovrà specificare le società che direttamente o indirettamente, controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa con le quali dette operazioni sono effettuate; nonché spiegare dettagliatamente i metodi e i criteri di calcolo della plusvalenza, provenienti dalla cessione dei beni e le ragioni per le quali tali metodi e criteri sono stati scelti. La plusvalenza, derivante dalla cessione dei beni, è stabilita sulla base degli standard internazionali rilevanti predisposti dall’Ocse con particolare riferimento alle linee guida Ocse in materia di prezzi di trasferimento. Anche su questo sono attesi i chiarimenti dalla circolare.

Roberto Lenzi

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