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Patent box con opzione flessibile

Strada spianata per le aziende che hanno concesso i beni in uso a terzi
L’approvazione del modello per l’esercizio dell’opzione per il regime del patent boxconsente di compiere il primo passo per poter, in concreto, fruire dell’agevolazione.
In primo luogo, fermo restando che la relazione illustrativa al decreto attuativo 30 luglio 2015 stabilisce che l’opzione non deve necessariamente essere esercitata per tutti i beni immateriali “potenzialmente” agevolabili ma può riguardare singoli beni, va osservato che il modello non richiede per quali beni si intende optare e quindi è confermata una forte discrezionalità in questa scelta. Né vengono richieste altre informazioni rilevanti agli effetti dell’agevolazione che, allo stato, potrebbe essere difficile comunicare con certezza. Si può dire che siamo in presenza di una specie di opzione prospettica: si esercita l’opzione perché si prevede di avvalersi del beneficio sin dal 2015.
In alcuni casi, anche in assenza dei necessari chiarimenti interpretativi, la scelta per l’opzione può essere effettuata con relativa tranquillità, proprio in considerazione del fatto che non sono richiesti dati invece rilevanti agli effetti dell’applicazione concreta dell’agevolazione. Si pensi alle fattispecie in cui il bene immateriale agevolabile è chiaramente individuato ed è concesso in uso a terzi. È il caso, ad esempio, di un marchio registrato o in corso di registrazione o di un brevetto, autoprodotti, per i quali si percepiscono royalties a fronte della concessione in licenza d’uso; nella fattispecie, non è necessario il ruling con l’Agenzia e il reddito ritraibile dal bene è più facilmente determinabile in quanto dalle royalties vanno scomputati i relativi costi diretti e indiretti, di competenza del periodo.
Si tratta, comunque, di fattispecie poco numerose se comparate a quelle per le quali è obbligatorio il ruling e che possono risultare ben più complesse da definire.
Va data soluzione a tutti i casi, molto diffusi, di intangibili che risultano complementari e che si combinano in più prodotti o servizi. In questi casi, fermo restando che l’opzione è possibile anche da subito, le concrete modalità di determinazione del contributo economico necessitano di chiarimenti; al riguardo, un qualche aiuto può derivare dalle raccomandazioni Ocse che sul tema recano alcune precisazioni.
Ma, a ben vedere, a prescindere dal computo esatto del reddito agevolabile, che ai meri fini della comunicazione dell’esercizio dell’opzione all’agenzia delle Entrate non è una informazione richiesta, in molti casi è addirittura dubbia la presenza o meno di un bene agevolabile. I casi più problematici riguardano il know how aziendale che, per espressa previsione di legge, deve essere «giuridicamente tutelabile»: si tratta di una categoria che comprende numerose fattispecie e che arriva potenzialmente sino alle liste clienti. Per questi beni l’individuazione ai fini del beneficio può non essere immediata. A tal fine, il requisito della segretezza, la presenza di un valore economico e le misure poste in essere dall’azienda per mantenere le segretezza sono caratteristiche del know how che andranno meglio precisate, avendo verosimilmente a mente l’articolo 98 del decreto legislativo n. 30/2005.
In presenza di beni immateriali dai quali derivano perdite, oggi l’inesistenza di “regole del gioco” lascia il contribuente completamente “al buio”; come più volte rappresentato in queste pagine, non si conosce il trattamento fiscale di tale componente negativa. È evidente che un intervento, interpretativo o normativo, dovrà esserci; ad oggi quel che si può suggerire è di attendere, per esercitare l’opzione, che il bene inizi a produrre redditi. Sempre che venga confermato che si può entrare nel regime quando si vuole, fermo restando la durata irrevocabile di cinque anni.
In sostanza, si determinerebbe un meccanismo analogo a quello del consolidato in cui ci sono soggetti che “entrano” (ed escono) nella tassazione consolidata in periodi diversi; in questo caso, invece, chi entra è un bene o perché nuovo o perché fino a quel momento si è ritenuto di non esercitare l’opzione.
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