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Patent box, arrivano le pagelle

Agenzia delle entrate al passo sulla tabella di marcia del Patent Box. In questi giorni i contribuenti che hanno presentato istanza di accordo preventivo per la definizione in contraddittorio dei metodi e dei criteri di calcolo del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa da parte dei beni intangibili (marchi, brevetti, know how) oggetto dell’agevolazione, stanno ricevendo da parte dell’Agenzia delle entrate specifiche comunicazioni con le quali viene comunicato l’esito dei controlli formali sulla documentazione presentata. Si tratta di uno step preliminare rispetto alla successiva fase del contraddittorio con il contribuente che ha un grande contenuto simbolico: anche se la normativa applicabile prevede solo la comunicazione del diniego all’accesso alla procedura di accordo preventivo in caso di incompletezza della documentazione presentata, l’Agenzia delle entrate ha scelto la via della trasparenza verso i contribuenti decidendo di comunicare anche l’esito positivo del controllo formale e quindi l’ammissibilità delle istanze presentate sulla base della riscontrata completezza della documentazione presentata. Che la parziale detassazione del reddito in diretta connessione con i beni intangibili delle imprese sia una delle più importati manovre di politica industriale degli ultimi anni è cosa ben nota agli addetti ai lavori. In questo modo l’Agenzia delle entrate mostra di dare grande attenzione a una misura su cui punta molto l’azione di governo come hanno a più riprese ribadito i rappresentati dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia. In dettaglio, il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 1° dicembre 2015 (protocollo 154278) prevede che l’istanza debba essere rigettata in carenza di alcuni requisiti formali previsti dal punto 2.3 dello stesso provvedimento. Viene quindi vagliata in questa prima fase «formale» la presenza dei seguenti elementi nelle istanze presentate: a) denominazione dell’impresa, sede legale o domicilio fiscale, codice fiscale e partita Iva, eventuale indicazione del domiciliatario nazionale per la procedura presso il quale si richiede di inoltrare le comunicazioni attinenti la procedura; b) indirizzo della stabile organizzazione nel territorio dello stato, per le imprese non residenti, generalità e indirizzo in Italia del rappresentante per i rapporti tributari di cui all’articolo 4, comma 2, del dpr 600/73,c) l’indicazione dell’oggetto dell’accordo preventivo; d) indicazione della tipologia di bene immateriale dal cui utilizzo deriva il reddito agevolabile e indicazione del vincolo di complementarietà tra tali beni, qualora esistente; e) indicazione della tipologia di attività di ricerca e sviluppo svolta e il diretto collegamento della stessa con lo sviluppo, il mantenimento, nonché l’accrescimento del valore dei beni di cui all’articolo 6 del decreto; f) firma del legale rappresentante o di altra persona munita dei poteri di rappresentanza. L’art. 7 del provvedimento citato prevede che l’istanza debba essere rigettata entro trenta giorni dal suo ricevimento, quando essa è carente di tali elementi. Relativamente alle istanze presentate entro il 30 giugno 2016 il termine per il rigetto è di 180 giorni. Per le istanze di ruling presentate entro il 31 dicembre 2015 relative alla determinazione del contributo economico in caso di utilizzo diretto degli intangibles per l’annualità 2015, istanze la cui documentazione di supporto è stata inviata entro 150 giorni dalla relativa presentazione, l’Agenzia delle entrate ha dunque 180 giorni per completare il vaglio formale. Termine che l’Agenzia sta rispettando, come dimostrano le comunicazioni inviate ai contribuenti. Terminato il controllo formale, può dunque essere dato avvio al contraddittorio per la determinazione del contributo economico degli intangibles al reddito d’impresa.

Vincenzo José Cavallaro

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