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Password decrittabile, paga danni il dipendente dell’Agenzia entrate

Il dipendente dell’amministrazione finanziaria deve usare la massima cautela nell’utilizzo delle proprie credenziali di accesso al sistema informatico. Soprattutto se la sua funzione in seno all’ufficio è in grado di annullare o modificare gli importi delle somme già iscritte a ruolo. In caso di indebiti sgravi di cartelle di pagamento, infatti, se non è provato l’illecito utilizzo da parte di terzi delle chiavi di accesso, allo stesso dipendente deve essere ascritto il relativo danno causato all’Agenzia delle entrate. Così la sezione giurisdizionale della Corte dei conti Siciliana (pres. Pagliaro, rel. Brancato) che, con la sentenza n. 494/2013, ha condannato una dipendente dell’ufficio delle entrate di Acireale, poiché, con le sue chiavi di accesso al sistema, sono state impropriamente annullate cartelle di pagamento per oltre un milione di euro. Danno, poi, ridimensionato a poco più di 68 mila euro, in quanto con successive emissioni di cartelle, l’Erario ha potuto incassare la maggior parte di quanto dovuto.

Secondo il collegio della Corte siciliana, l’utilizzo di procedure informatiche, in grado di modificare la posizione debitoria dei contribuenti implica, per l’importanza e la delicatezza dei compiti gestionali e per le conseguenze sul piano erariale, l’adozione da parte di ciascun operatore, di misure idonee a escludere qualsiasi possibilità di utilizzo illecito delle procedure. È fondamentale l’osservanza della massima diligenza nella custodia delle credenziali di accesso al sistema informatico, in relazione alle prevedibili conseguenze che possono derivare dall’eventuale uso illecito delle stesse. Ne è prova che la stessa Agenzia ha diramato specifiche istruzioni, sottolineando l’importanza di formare la propria password in modo tale da rendere difficile ogni tentativo per carpirla, raccomandando, tra l’altro, l’inserimento di un minimo di otto caratteri alfanumerici, da cambiare ogni due mesi. In ogni caso, la custodia e la scelta di una password «difficile da utilizzare impropriamente» è una fondamentale regola di comportamento, a cui ciascun soggetto abilitato ad effettuare gli sgravi deve rigorosamente attenersi, al fine di evitare l’intrusione nel sistema di soggetti non autorizzati.

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